PANNA prende atto come, nell’individuazione delle cause della Crisi delle api, si sono formati due distinti fronti contrapposti: da un lato gli apicoltori e gli ambientalisti e dall’altro le grandi società produttrici di pesticidi affiancate dagli scienziati dalle stesse supportati.
PAN ritiene che compartecipazione e condivisione delle problematiche scientifiche sia elemento di forza per l’assunzione delle scelte opportune.
L’associazione è impegnata, per la difesa della salute e della qualità ambientale, nella costruzione di una transizione verso un approccio più equilibrato e giusto.
In genere un evento catastrofico, come sono la perdita di un terzo dei nostri alveari e la sparizione degli impollinatori selvatici, può aiutare a mettere a fuoco le cause della problematica e assumere valenza “scatenante” di diverse decisioni politiche e pubbliche.
I sospetti sulle cause della Crisi delle api si sono inizialmente incentrati su tre aspetti: Stress nutrizionali, Patogeni e Pesticidi.
Nessuna delle numerose ricerche scientifiche incentrate sui primi due fattori ne ha dimostrato fondatamente la valenza prevalente e prioritaria mentre:
“Il peso delle prove dimostra che i pesticidi sono effettivamente la chiave per spiegare il declino delle api, sia direttamente che in tandem con gli altri due fattori principali, patogeni e malnutrizione”.
Pertanto PAN ha effettuato lo studio, con ricognizione e revisione scientifica, di decine di ricerche scientifiche – tra cui una serie di studi dagli esiti schiaccianti, pubblicati nell’ultimo anno – per fornire ai cittadini e ai decisori pubblici una informazione adeguata e un punto di riferimento nel dibattito pubblico su ciò che sta causando morte e sparizione degli impollinatori, a ritmi mai visti.
Tutti gli studi presentati sono sinteticamente recensiti e la maggior parte sono linkati in modo che i lettori possono verificare direttamente lo stato delle conoscenze.
Il report inoltre fornisce un dato di probante e indiscutibile coincidenza temporale fra la manifestazione dello spopolamento delle colonie d’api (seconda metà dello scorso decennio) e il crescente utilizzo, negli USA, d’insetticidi sistemici, sulla gran maggioranza delle colture.


|
Coltura |
Totale acri nel 2010 |
Percentuale trattata nel 2010 con uno o più neonicotionoidi (clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam) |
Total projected treated acreage |
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Mais |
88 milioni (2011 – 92.3 milioni acri) |
94% |
82.72 milioni – 2010 |
|
Soia |
77.4 milioni (2011 – 75.2 milioni acri) |
32% |
24.77 milioni – 2010 |
|
Grano |
53.6 milioni (2011- 56.4 milioni acri) |
42% (Cereali) |
22.51 milioni – 2010 |
|
Cotone |
11 milioni (2011 – 13.7 milioni) |
42% |
4.62 milioni – 2010 |
|
Sorgo |
5.4 milioni (2011 – 5.3 milioni acri) |
75% |
4.05 milioni – 2010 |
|
Barbabietola |
1.17 milione (2011 – 1.24 milione acri) |
65% |
0.76 milioni – 2010 |
|
Girasole |
1.95 milione (2011 – 1.9 milione acri) |
Sconosciuto |
Sconosciuto |
|
Colza |
1.4 milione (2011 – 1.1 milione) |
100% |
1.4 milioni – 2010 |
|
Riso |
3.6 milioni (2.6 milioni acri) |
51% |
1.84 milioni – 2010 |
|
Erba medica |
20 milioni (19.3 milioni acri) |
Sconosciuto |
Sconosciuto |
|
Arachide |
1.3 milione (1.1.5 milione acri) |
Sconosciuto |
Sconosciuto |
|
Totale previsto |
quantomeno 142.67 milioni di acri |
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