Anche se il titolo può trarre in inganno, sono le conclusioni di un’importante e intrigante ricerca scientifica, realizzata dall’Università di san Diego e pubblicata da ScienceDaily si è accertato che una piccola dose d’insetticida neonicotinoide modifica il gusto delle api, rendendole eccessivamente selettive nella scelta delle fonti di cibo, mentre ne condiziona anche il ruolo d’esploratrici, infatti comunicheranno alle altre api bottinatrici esclusivamente le fonti nettarifere della concentrazione zuccherina da loro gradita.
Il pesticida è il neonicotinoide Imidacloprid, fra i più comunemente usati al mondo, già noto per l’elevatissima tossicità ed influenza perversa su apprendimento e memoria delle api.
James Nieh, professore di biologia alla UC San Diego che ha guidato il progetto di ricerca con lo studente laureato Daren Eiri, primo autore dello studio, ha effettuato i test di laboratorio per verificare come la preferenza a fonti zuccherine si modifichi in seguito a somministrazioni di Imidacloprid.
Sono state immobilizzate le api, lasciando libertà di movimento solo alla testa, in seguito le api sono state stimolate avvicinando alle antenne acqua e zucchero a diverse concentrazioni. A fronte di diluizioni crescenti di zucchero, dallo 0 al 50 percento, si sono accertate le concentrazioni sufficientemente gratificanti, tali da far estrarre la ligula e suggere il cibo.
Le api esposte a dosi sub letali d’imidacloprid hanno dimostrato gradire solo soluzioni con maggiore contenuto zuccherino.
In natura è invece normale che il nettare presenti elevatissima percentuale d’acqua. Le conseguenze rispetto alla capacità d’approvviggionamento degli alveari possono quindi rivelarsi da importanti a disastrose…
Peraltro le esploratrici rese “schizzinose e d’elevata pretesa” comunicheranno, con la danza nell’alveare, solamente le fonti nettarifere da loro ritenute appetibili.
Anche una limitata percentuale di api dal “palato fino” potrebbe contribuire a “viziare” il comportamento e la capacità dell’intera colonia.
Ennesima dimostrazione degli effetti non considerati dei pesticidi sistemici sulla salute delle colonie d’api.
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