L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha prodotto e reso pubblico il parere dell’apposito gruppo di ricerca Efsa sulla validità dei criteri utilizzati sino a oggi, rispetto al rischio per le api, per l’autorizzazione dei pesticidi.
A seguito delle sempre più forti e documentate denunce apistiche, dei numerosi e autorevoli studi scientifici che hanno accertato la pericolosità “imprevista” delle sostanze attive autorizzate, la Commissione Europea ha invitato l’Efsa a riesaminare i criteri utilizzati per la valutazione del rischio dei pesticidi per le api.
L’apposito gruppo di studio di esperti specializzati sulle api, costituito dall’Efsa, ha sviluppato un’approfondita analisi scientifica da cui emerge quanto sostenuto da molti, da diversi anni: per le autorizzazioni dei pesticidi sistemici non c’è stata una corretta valutazione della loro interazione con api e insetti utili. Un adeguata valutazione non avrebbe consentito una loro possibile autorizzazione.
Finalmente, inoltre sono state individuate e analizzate le varie vie di esposizione ai pesticidi per le api: nettare, polline, fiori, polveri, gocce di guttazione.
Analoga carenza è sttata riscontrata per i test per bombi e api solitarie, che è necessario siano specifici.
Tuttavia due questioni basilari non sono ancora state affrontate dagli scienziati dell’Efsa:
• la valutazione degli effetti sub-letali (disorientamento, problemi di memoria ecc…);
• la valutazione degli effetti sinergici, per cui una combinazione di due o più pesticidi o di pesticidi e malattie (ad es.: Nosema) possono rendere migliaia di volte più tossico il pesticida in esame.
L’EFSA è quindi di fronte a una scelta cruciale: dopo aver ammesso che i consueti metodi di valutazione del rischio sono inadeguati per valutare la tossicità dei nuovi pesticidi sistemici, l’autorizzazione d’uso di queste molecole sarà ora sospesa? Fino a quando non saranno completamente riesaminate e valutate adeguatamente?
Se questo non sarà fatto il documento redatto dal gruppo di scienziati specializzati, rischia di tradursi in una cortina fumogena, e si consentirà alle multinazionali della chimica di continuare a lucrare sulla distruzione di api e ambiente.
Il Coordinamento Apistico Europeo e l’Unaapi proseguiranno a battersi affinché il parere scientifico dell’EFSA costituisca il fondamento per la definizione del nuovo documento di orientamento che stabilisca e uniformi test più adeguati e affidabili e che su tali basi si svolga la valutazione delle autorizzazioni da concedere da parte delle autorità pubbliche.
L’attuale Regolamento (CE) 1107/2009, infatti, prevede la necessità e l’obbligo di valutazione completa dei rischi dei pesticidi prima che questi possano essere immessi sul mercato, inclusa ovviamente la valutazione del rischio per le api.
Test ineludibili e affidabili, che le società venditrici di pesticidi siano tenute a effettuare per dimostrare che i loro prodotti non danneggiano le api, e loro valutazione da parte di scienziati terzi e indipendenti, sono oggi precondizioni indispensabili per la difesa della vita e della fertilità.

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