Con il riscaldamento globale, le foglie diventano più piccole. Uno studio australiano ha posto a confronto le foglie attuali con quelle conservate in erbari, i più antichi d’oltre 120 anni.
Gli scienziati dell’Università di Adelaide (Australia) hanno constatato che la larghezza delle foglie della Dodonaea viscosa subsp. Angustissima, un arbusto australiano della famiglia d’acero, si è ridotta in media di 2 millimetri in poco più di un secolo.
I ricercatori hanno esaminato 250 esemplari di una regione montuosa del South Australia, nei pressi di Adelaide comparandole con gli erbari per studiare l’evoluzione di questa specie nel corso degli ultimi 130 anni.
Oltre ai campioni storici, gli scienziati hanno raccolto 274 foglie di questa specie a quote diverse per determinare l’influenza dell’altitudine sulla dimensione e la forma delle foglie.
Dal 1950 al 2005, la temperatura è aumentata di 1,5 ° C, mentre non sono cambiate le precipitazioni. L’analisi ha rivelato che le foglie hanno perso 2 mm di larghezza 127 anni.
“Sappiamo che la minima variazione, che si tratti anche di un solo di un grado Celsius è significativa e comporta una modificazione degli equilibri ecologici“, ha dichiarato Greg Guerin, l’autore dello studio pubblicato da “Biology Letters” della Royal Society.
Questa specie d’alberi ha quindi dimostrato la capacità di rispondere rapidamente e facilmente ai cambiamenti climatici. Ma questo non vale per tutte le piante endemiche in Australia. Alcune hanno scarsa capacità di adattamento, a causa della limitata diversità genetica e di popolazioni piccole e isolate.
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