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Api / Agricoltura / Ambiente

Pesticidi e spopolamenti d’api in Cile

23 agosto 2012

inra02Il Centro de Investigaciones Aplicadas CIAP, dell’Universidad Técnica Federico Santa María in Cile ha effettuato un importante monitoraggio su presenza e su effetto dei pesticidi nei mieli raccolti dalle api nella regione cilena di O’Higgins, in collaborazione con gli apicoltori.

Accertata la presenza residuale nei mieli della regione delle seguenti molecole:

Glyphosate, nel 80% degli apiari. Imidacloprid, nel 9,7%  degli apiari. Thiametoxam nel 14,5% degli apiari. Acetamiprid nel 25,8% degli apiari

Di seguito una sintesi dello studio a cura di Unaapi.

 

ciap_logoLa crisi delle api è stata addebitata a cause a differenti, secondo le aree geografiche.

Considerando che non c’è in Cile presenza significativa di Nosema ceranae e di virus israeliano della paralisi acuta (IAPV), l’indagine si è concentrata sulla presenza di pesticidi nel miele e sul loro effetto potenziale sulla popolazione degli alveari.

Sono stati raccolti e analizzati, nella stagione 2010/2011, 62 campioni di miele da apiari situati in diversi distretti della regione di O’Higgins.

Come vede nella figura 1 nei campioni di miele si è accertata la presenza di  17 diversi composti chimici.

Il campione con più elevato numero di residui conteneva quattro molecole.

Gli studi sono stati effettuati riferendosi a due ricerche scientifiche: uno studio dell’Inra francese (vedi news di mieliditalia.it)  che ha valutato l’effetto di Thiametoxam sulla raccolta delle api bottinatrici, il secondo studio dell’ Università della Florida sugli effetti dei residui agrochimici sulla popolazione dell’alveare, in particolare sulle larve. 

Studio n°1

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Le prove effettuate in sei diversi punti/apiari hanno consentito la valutazione simultanea del comportamento di apiari esposti e non esposti.

I risultati ottenuti sono espressi sinteticamente nella figura 3.

Le linee mostrano l’evoluzione della popolazione dell’alveare quando esposto alle sostanze chimiche considerate.

A e D) In assenza di esposizione ai pesticidi; la popolazione cresce in modo significativo, con una deposizione di uova, intorno alle 2000/giorno. Con questa deposizione si consente il recupero di alveari esposti a pesticidi nei primi 35 giorni.

B e E) Con una deposizione intorno alle 1800 uova/giorno, si è verificato come in alveari esposti si determina una diminuzione della popolazione nel corso dei 35 giorni successivi, dopo di che s’inizia a constatare un incremento. Dopo 90 giorni la popolazione raggiunge un livello leggermente inferiore alla popolazione che aveva prima dell’esposizione. Il calo di popolazione è chiaramente correlato alla raccolta di nettare e polline. La produzione di miele quindi, negli alveari esposti al pesticida, risulterà inferiore.

C e F) Con una deposizione intorno alle 1600 uova/giorno, la popolazione diminuisce sia negli alveari esposti e sia in quelli di controllo, ma la perdita è più significativa negli alveari esposti. Il decremento va dal 10,2% al 31,6% della popolazione.

Studio n°2

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Analisi dell’effetto di vari pesticidi usati in agricoltura (clorpirifos, imidacloprid, miclobutanil, chorotalonil, glifosato, simazina) e in apicoltura (amitraz, fluvalinate e coumaphos) sull’alveare, con la morte delle larve.

Come nel caso precedente, sono stati considerati alveari di controllo, non esposti ad alcuna delle molecole.

Mentre il tasso di mortalità delle larve raggiunge al massimo un 10% negli alveari di controllo, negli alveari esposti arriva a superare il 50% delle larve, con le ovvie conseguenze.

La Figura 5 mostra la percentuale di morte indotta per somministrazione in dose non letale dei pesticidi considerati.

Sono stati rinvenuti nei campioni di miele tre dei composti con effetti accertati dall’Università della Florida:

Glyphosate (che causa la morte di circa il 69% delle larve) è stato rinvenuto nell’80% dei campioni raccolti nella  regione.

Imidacloprid (che causa la morte di circa il 60% delle larve) è stato rinvenuto nel 10% dei campioni raccolti nella regione.

Miclobutanil (che causa la morte di circa il 69% delle larve) è stato rinvenuto in meno del 5% dei campioni raccolti nella regione.

Residui d’altre molecole neonicotinoidi sono stati accertati: Thiametoxam nel 14,5% e Acetamiprid nel 25,8% degli apiari della regione.

Per maggiori informazioni: luis.bocaz@usm.cl

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