Un nuovo studio dell’USDA e dell’Università del Mississipi pubblicato su Journal of Economical Entomology ha valutato la tossicità per le api, ai dosaggi di campo, dei 42 pesticidi di cui si fa maggior uso per irrorazione negli USA. I risultati, in parte inattesi, forniscono informazioni importanti per la scelta di insetticidi meno tossici per le api.
Per valutare la tossicità acuta nei confronti delle api è stato utlizzato un dispositivo per l’irrorazione che simula le condizioni in campo per valutare l’esposizione diretta dell’intero corpo, l’inalazione, il contatto tarsale continuo e il leccamento.
Ben 26 pesticidi, tra cui vari neonicotinoidi, organofosfati e piretroidi hanno ucciso più del 99% delle api esposte. Al contrario 7 pesticidi, tra cui l’erbicida glifosate e il neonicotinoide acetamiprid, hanno ucciso meno dell’1% delle api.
Vari risultati sono giunti inaspettati, in un senso e nell’altro: l’insetticida Sulfoxaflor –di cui è stata recentemente ottenuta la sospensione dell’uso negli USA e in corso di autorizzazione in Europa– è stato ritenuto con tossicità “moderata” ed inferiore alla permetrina. Al contrario quattro pesticidi ritenuti solo moderatamente tossici alla prova di irrorazione sono risultati altamente tossici: si tratta delle formulazioni metossisfenozide+spinetoram, carbaryl, indoxacarb e 1-cialotrina+chlorantraniliprole (altro insetticida sistemico a rischio di introduzione in Europa).
Bisogna sottolineare che lo studio utilizza una metodica innovativa, che simula l’irrorazione accidentale delle api in un campo di cotone, fornendo una stima interessante della tossicità, che si limita però alla tossicità acuta e alla modalità di esposizione presa in esame. Sottolineiamo quindi che i dati, molto interessanti, non possono fornire un’indicazione generale sulla tossicità delle molecole, non prendendo in considerazione gli effetti sub-letali, le altre modalità di esposizione e la tossicità cronica, per non parlare dell’aspetto ancora poco esplorato delle interazioni tra i diversi principi attivi e coformulanti a cui le api sono inevitabilmente esposte contemporaneamente.
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