Azione sinergica su insetti di pesticidi/parassiti/funghi
Già nel 2007 il Prof. Joe Cummins ha pubblicato uno studio che documenta quanto e come l’interazione tra pesticidi, funghi e parassiti sia ampiamente utilizzata per la difesa delle colture. Vari funghi sono ampiamente utilizzati in lotta biologica per controllare parassiti. Le spore di questi funghi sono applicate, come spray o esche, e si è osservato che esplicano un attività sinergica con i pesticidi neonicotinoidi, in particolare Imidacloprid. Com’è possibile che non venga considerato il conseguente rischio che la diffusione di neurotossici comporta per le api?
E’ più che elevato il rischio che l’esposizione a concentrazioni sub-letali d’insetticidi sistemici, utilizzati sia nel trattamento delle sementi e sia con piante geneticamente modificate, colpisca il sistema immunitario non solo degli insetti bersagli ma anche degli insetti utili.
Spore fungine applicate, insieme a pesticidi neurotossici a infime concentrazioni (non letali), incrementano l’attività insetticida delle spore fungine.
Quando le spore di Beauveria bassinia sono usate per combattere la cicalina del riso, con dosi subletali d’imidacloprid, si moltiplica l’effetto letale delle spore stesse.
Il fungo Lecanicillium muscarium associato con dosi sub-letali di imidacloprid, esplica un ottimo controllo della mosca bianca della patata dolce, tanto che questo metodo è stato inserito nei protocolli di lotta integrata ( IPM)..
Le spore di Beauveria bassinia, associate con un decimo della concentrazione della dose letale di Imidacloprid, hanno dimostrato di aumentare significativamente il controllo della formica taglia- foglie.
Allo stesso modo, le termiti sono ben contrastate da Imidacloprid in dosi sub-letali, che moltiplica l’azione tossica del fungo Metarhizium anisopliae.
Una strategia di difesa dai parassiti con lotta integrata comprende: 1) il fungo Metarhizium ascomicete 2) associato a basse concentrazioni di pesticidi 3) Nosema locustae 4) imenotteri del genere Scelio, parassiti d’uova.
Il Nosema bombici, importante flagello del baco da seta, è stato usato per controllare la tigna delle crucifere [Plutella xylostella].
Il Nosema locustae è commercializzato per il controllo biologico di locuste e cavallette.
Il Nosema pyrausta infetta la piralide del mais e può essere utilizzato in lotta biologica contro questo parassita.
I funghi aumentano la tossicità dell’antiparassitario biologico Bt
Sono state effettuate diverse prove sulla moltiplicazione del biopesticida Bt, emesso da colture OGM. La tossina purificata del Bacillo thuringiensi Cry1Ab somministrata a larve di piralide, contemporaneamente infettate di Nosema ha dimostrato che la contemporaneità d’infezione comporta la necessità di solo un terzo della tossina Cry1Ab per ottenere effetto letale sulle larve.
Quando formulazioni di Bacillo thuringiensi, kurstaki ( Dipel ) sono stata utilizzate per trattare larve della piralide del mais infettate con Nosema pyrausta, le larve hanno mostrato una sensibilità ad una dose letale 45 volte inferiore a quella delle larve non infettate.
Quindi l’esposizione delle api a concentrazioni sub-letali di insetticidi sistemici, variamente utilizzati,e a piante geneticamente modificate, può colpire le loro difese immunitarie.
Dosi sub letali di neonicotinoidi sono state effettivamente rinvenute negli alveari colpiti da CCD.
Le autorità responsabili della regolamentazione e dei controlli hanno consentito una importante utilizzo di insetticidi sistemici sia per il trattamento delle sementi e sia per il loro uso diffuso per irrorazione.
Il relativo rischio per le api è stato considerato solo rispetto alla dose letale sulle api, ignorando l’ovvio possibile effetto delle dosi sub-letali e l’azione sinergica con funghi e parassiti.
Le api possono quindi essere vittime del “fuoco amico” che mira a sterminare gli insetti dannosi per le colture. Purtroppo le autorità responsabili di tutto il mondo hanno colto il declino delle api con vista miope, ignorando le ben conosciute interazioni tra pesticidi, funghi e parassiti.
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