Uno studio di ricercatori di Taiwan e statunitensi evidenzia importanti effetti sulle api del piriproxifen, ovo-larvicida di comune utilizzo a torto considerato poco tossico per le api.
Gli inibitori della crescita degli insetti sono una particolare classe di pesticidi ampiamente utilizzati per l’alta potenza, una buona selettività verso gli insetti e una bassa tossicità per u mammiferi. Inibendo la muta degli insetti hanno una bassa tossicità sugli insetti adulti ed è questa la ragione per cui il piriproxifen è considerato, con una LD50 di oltre 100ug/ape non tossico per le api.
L’aneddotica degli apicoltori è però ricca di episodi di crolli della produzione di pappa reale, dell’accettazione dei traslarvi e di covate improvvisamente a mosaico in ambienti agricoli in cui si fa uso di ovo-larvicidi.
Il nuovo studio (Chen et al., 2016) ha dimostrato, a diverse concentrazioni, che il piriproxifen, a diverse concentrazioni, provoca mortalità larvale, deformità delle pupe, spesso rimosse dalle api prima della schiusa. Inoltre il principio attivo, mimando l’ormone giovanile, causa la riduzione della vitellogenina nelle operaie e di conseguenza la riduzione della produzione di pappa reale e un calo significativo della produzione di pappa reale accompagnata da una riduzione delle accettazioni dei traslarvi.
Un precedente studio (Fourrier, 2015) ha invece evidenziato che minori dosaggi, benché non siano letali per le larve, provocano una riduzione dei comportamenti sociali delle api oltre che un ridotto sviluppo delle ghiandole ipofaringee, che secernono la pappa reale. Si tratta di effetti non letali sulla singola ape, con però ripercussioni potenziali sul funzionamento della colonia nel suo insieme.
Rispetto ad altri composti più studiati si sa ancora poco sugli effetti sulle famiglie di api degli ovo-larvicidi. Poco si sa anche sulla reale esposizione delle api a questi composti, che sono ampiamente utilizzati in agricoltura con la nozione che non sarebbero tossici per le api ma anche nelle sempre più frequenti disinfestazioni dei siti di riproduzione delle zanzare, che spesso sono anche siti di approvvigionamento idrico delle famiglie di api.
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