11gennaio 2018
In occasione del seminario di Piemonte Miele del 1 dicembre 2017, tra i relatori era presente anche Luca Mercalli, climatologo e Presidente della Società Meteorologica Italiana.
Il dott. Mercalli è rimasto molto colpito dalle problematiche legate al mondo dell’apicoltura, in particolare dall’argomento pesticidi, e si è dichiarato disposto a diffonderli tramite i suoi canali di comunicazione per sensibilizzare il grande pubblico.
Il testo che segue è scritto da Claudio Porrini e sottoscritto congiuntamente dai presidenti di Unaapi, Aspromiele e Piemonte Miele.
Problemi apistici in pillole. Luca Mercalli racconta le api.
Da troppo tempo le api ci raccontano di un territorio non più adatto a loro, cementificato e impoverito nella sua biodiversità da una cultura miope indirizzata solo allo sfruttamento delle risorse.
Da troppo tempo le api da miele producono poco e male. Muoiono e scompaiono, come le loro cugine selvatiche, uccise dai pesticidi e dalle malattie che indeboliscono le loro difese immunitarie, già compromesse dalla scarsa qualità di pollini e nettari.
Le monocolture, la mancanza di rotazioni, i pesticidi e gli erbicidi riducono la diversità delle coltivazioni e tutta quella flora spontanea che potrebbe essere utile per soddisfare il loro fabbisogno. Intercettano spesso invece insetticidi, fungicidi, diserbanti, e il glifosato tra quest’ultimi, che certo alle loro difese immunitarie non fanno così bene.
È facile sostenere che senza il glifosato l’agricoltura potrebbe andare a rotoli! La verità è che senza il glifosato il modello di produzione agricola, che ha prevalso dagli anni ’50, potrebbe essere ripensato, che non utilizzandolo non lo ritroveremmo più negli alimenti, e che senza il suo impiego ci sarebbero più fiori per le api, anello fondamentale per la produzione agricola, per gli altri organismi utili e per la biodiversità.
Testo a cura di Claudio Porrini
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL), Università di Bologna
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