Il quotidiano inglese dedica ampio spazio alla notizia della pubblicazione degli accertamenti dell’equipe scientifica statunitense che confermano come i pesticidi moderni possono essere una delle principali cause del collasso delle popolazioni di api. Infatti, lo studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica tedesca Naturwissenschaften, rivela che…
…le api contaminate da infime dosi dell’insetticida sistemico imidacloprid divengono tre volte tanto più sensibili al micidiale parassita intestinale Nosema, rispetto a quelle non contaminate.
A conclusione dello studio, condotto dal dottor Jeffrey Pettis, a capo del Bee Research Laboratory del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, si afferma: ” Sottili interazioni tra pesticidi e agenti patogeni, come dimostrato qui, potrebbero essere una delle principali cause dell’ aumento di mortalità delle colonie d’api in tutto il mondo. “
Veramente risibile la reazione di Julian Little, portavoce di Bayer CropScience: ” Gli studi di Jeff Pettis sono stati condotti in laboratorio e non all’aria aperta. Accentrando l’attenzione sui pesticidi si distoglie l’attenzione dai problemi reali delle api: i parassiti e le malattie delle api; su cui la Bayer sta concentrando i suoi sforzi”.
Bayer & C. s’arrampicano sui muri per cercare disperatamente di far scordare che:
- il declino riguarda tutti gli insetti e non solo le api (forse la causa sarebbero parassiti e patologie che li colpiscono a tempo?);
- nonostante la miriade di annunci trionfalistici non è stato a oggi individuato alcun parassita o patogeno che sia in grado di provocare il declino di tutti gl’insetti impollinatori (che si è incrementato esponenzialmente in coincidenza con autorizzazione e uso sempre più esteso di insetticidi sistemici);
- gli accertamenti “scientifici” delle multinazionali chimiche, per ottenere le autorizzazioni, sono in gran parte basati proprio su studi di laboratorio;
- le evidenze di campo denunciate dagli apicoltori sono sempre più e variamente confermate da plurimi studi scientifici, fra cui anche e finalmente lo studio statunitense (che “stranamente” “qualcuno” ha ottenuto non fosse pubblicato per anni) il cui autore si contraddistigue per dichiarazioni e rassicurazioni sul rischio per le api da pesticidi assai dubbie se non compiacenti verso i più importanti finanziatori di “ricerca scientifica” negli U.S.A.

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