Direzione Generale Veterinaria: pubblicata in Gazzetta Ufficiale autorizzazione dell’ Api Bioxal
A conferma di quanto anticipato, nella risposta a Fai e Unaapi, il Ministero della Salute ha provveduto, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dell’autorizzazione del preparato a base di acido ossalico, utilizzabile in forma sia sublimata che gocciolata. In merito alla “questione” dell’indispensabile uso e disponibilità dell’acido ossalico proponiamo un estratto dell’editoriale di Francesco Panella, sul n° 5 /2011 di L’Apis.
” Su questa molecola ne abbiamo sentite di “cotte e di crude”: per alcune “campane” sia la tempistica che la quantità da somministrare doveva tassativamente essere assoggettata a debita (e remunerata) prescrizione; secondo altre (carampane del malaugurio) l’uso sublimato comporterebbe rischi certi e inaccettabili; altri, nel decantare pubbliche virtù (accompagnate dai “soliti vizi” privati), declamavano l’imperativo categorico del rispetto della legge, anche quando questa sia palesemente deficiente e controproducente.
Tutti accumunati nell’addebitare agli apicoltori, e solo a loro, i peggiori misfatti: loro la colpa della “impossibilità” di dichiarare endemica la varroa; loro il crimine d’avere per primi, in collaborazione con la ricerca, scoperto e perfezionato in campo una soluzione senza rischi di sorta per la salubrità di miele, apicoltore e api; loro la responsabilità della mancata legalizzazione d’un apposito preparato; loro il delitto di “lesa maestà” nell’osare trovar modo d’impiegarlo in dosi e modalità non conformi a quanto affermato con sicumera dai soliti “ex cathedra”.
L’Unaapi ha, al contrario, propugnato e propugna il fermo rispetto e applicazione delle regole con l’altrettanto ferma pretesa che la norma sia, quantomeno lontanamente, sensata e fondata!
Coerentemente l’Unaapi s’impegna per il miglioramento normativo con proposte praticabili e con azioni finalizzate.
Ad esempio a inizio anni 2000, con il fattivo e unico contributo economico associativo italiano all’iniziativa, di ricerca e associazioni apistiche europee, per il riconoscimento dell’utilizzabilità dell’acido ossalico quale molecola a trascurabile rischio contaminante (incluso dal 2004 in forza proprio di questa iniziativa nell’Allegato 2 del Reg. CE 2377).
La normativa è stata di recente resa ancor più restrittiva e tale da rendere impossibile, al fine di prevenzione e lotta sanitaria, l’utilizzo anche dell’acqua (pure se benedetta!). Con procedure, per poter autorizzare e somministrare qualsivoglia presidio, che richiedono, necessariamente, un interesse privato che si accolli onerosi investimenti. Ne deriva quindi l’impossibilità di utilizzo di qualsiasi rimedio che non sia motivato dal profitto privato, anche se questo implica disastroso, e pubblico,danno.
Altrove si è trovato modo di rendere disponibili preparati a base di acidi organici (per esempio in Spagna e Germania); in Canada, vista la mancanza di soggetti privati interessati, si sono trovati capacità e coraggio d’autorizzare direttamente la molecola.
L’Unaapi si è quindi assunta e ha sostenuto – sotto il fuoco dell’incrociato tiro (calunnie, “citazioni” falsificate,appelli per la repressione della libertà di pensiero) dei su descritti “esperti” – l’ingrato compito di denuncia pubblica di: “assoluta mancanza di sensatezza delle attività sanitarie nazionali per la difesa delle api”.
Come annotavo nella primavera 2010: “Si sono finalmente smosse le acque!”
Ora, con grande e profonda soddisfazione,apprendiamo che il preparato sarà autorizzato e disponibile per somministrazione sia gocciolata che sublimata.
Avremo quindi modo, finalmente, di altrimenti cercare di affrontare e contenere la varroa.
Purtroppo l’applicazione di un ennesimo lacciuolo impone, fino a settembre, l’obbligo di ricetta veterinaria, cosa che causa serie difficoltà di disponibilità e distribuzione del presidio, in tempo utile per i blocchi estivi; di contro l’adeguata fruibilità dovrebbe essere garantita per l’uso invernale.
A chi si lamenta del costo più elevato del preparato,rispetto all’acquisto della molecola in farmacia “a peso”, ricordo che la legalità ha un prezzo; analogo “incremento” è normalmente praticato per la gran parte dei più banali “farmaci da banco”, aspirina inclusa. Le regole, se pur imperfette e migliorabili,sono fondate, anche, sulla difesa della pubblica salubrità. Quando la strada della legalità è percorribile, chi sceglie altre vie se ne assume tutte le responsabilità.
Alla Direzione Generale della Veterinaria, per la volontà e le energie profuse, il doveroso, sentito e di cuore, ringraziamento di tutta l’apicoltura italiana e l’auspicio che si prosegua in tale percorso al fine di superare, al più presto, l’inutilizzabilità dei presidi legalizzati in altri paesi europei e di normalizzare l’uso dell’altro utile acido organico, il formico. Per poi, incredibilmente, riuscire ad avviare il confronto per la radicale riforma e costruzione di una migliore normativa veterinaria apistica.
Per ora prepariamoci al… blocco/asportazione di covata.
“Non abbiamo fatto alcun patto con la vittoria, ma certamente ne abbiamo fatto uno con la tenacia”.
(Paco Ignacio Taibo II)
Novi Ligure 17 maggio 2011 “
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