Ricerca. Due popolazioni di api europee hanno sviluppato meccanismi diversi di resistenza alla varroa
Ricercatori francesi e svedesi hanno scoperto che le due popolazioni di api lasciate per oltre un decennio alla selezione naturale, senza trattamenti acaricidi hanno sviluppato adattamenti diversi per limitare la riproduzione della varroa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Ecology and Evolution.
Il sistema ape europea – varroa – virus trasmessi è nato in tempi molto recenti dal punto di vista evoluzionistico: si calcola che il salto d’ospite di Varroa destructor da Apis cerana ad Apis mellifera sia avvenuto in Asia negli anni ’50, le api europee sono infestate solo da 30 anni.
La varroa fornisce ad alcuni virus delle api, che possono essere presenti nelle colonie in forma asintomatica, una via di trasmissione aggiuntiva molto efficiente. Al crescere della popolazione di parassiti corrisponde perciò un aumento della carica virale fino all’esplosione di malattie sintomatiche che portano al collasso le colonie. In particolare il virus delle ali deformi (DWV), essendo fortemente correlato con Varroa Virus 1 (con cui forma ceppi ricombinanti), è in grado di sfruttare efficacemente la varroa per replicarsi e di causare danni gravi alle colonie in presenza di forti cariche parassitarie.
Di fatto la virulenza della varroa è strettamente correlata alla sua efficienza come vettore delle virosi.
Gli apicoltori devono controllare la carica parassitaria per tempo prima che le virosi riducano l’aspettativa di vita della api portando le colonie all’estinzione tra la tarda estate e l’inverno. Però il controllo della varroa impedisce l’evoluzione del sistema ospite-parassita-patogeni verso una coesistenza stabile. Infatti i trattamenti da un lato attenuano la virulenza della varroa, che è per il parassita uno svantaggio selettivo – il parassita che elimina l’ospite è destinato esso stesso a soccombere: impediscono cioè che con il tempo la selezione naturale avvantaggi i ceppi di varroa meno virulenti. Dall’altro lato i trattamenti eliminano il vantaggio selettivo per le colonie di api portatrici di eventuali caratteristiche di resistenza. Disporre di popolazioni di api e di varroe che si sono co-evolute in assenza di trattamenti antiparassitari ha perciò un grande valore scientifico.
In Europa sono note solo le due popolazioni di Apis mellifera di Gotland (Svezia) e di Avignon (Francia) sopravvissute per più di dieci anni senza trattamenti antiparassitari contro Varroa destructor.
Ambedue le popolazioni hanno sviluppato adattamenti che riducono il successo riproduttivo del parassita. Lo studio franco-svedese ha evidenziato però che i meccanismi alla base della riduzione dell’efficienza riproduttiva dell’acaro sono diversi nelle due popolazioni. Nella popolazione francese si riscontra un alto tasso di infertilità delle varroe, probabilmente dovuto al carattere Varroa Sensitive Hygiene (VSH): le celle infestate sono disopercolate prima che le varroe si siano accoppiate causandone la sterilità. Invece nella popolazione svedese, che non manifesta VSH, le varroe frequentemente depongono in ritardo le uova per cui la progenie non ha il tempo per arrivare a maturità. Gli autori ipotizzano che ciò sia dovuto ad un’alterazione dei feromoni della covata.
L’evoluzione verso la coesistenza di Apis mellifera e Varroa destructor è progredita in modo sorprendentemente rapido. Nell’articolo si rileva che l’ape ha il vantaggio di presentare un tasso di ricombinazione genetica tra i più alti tra gli eucarioti. La varroa invece, pur avendo dei cicli riproduttivi più brevi, ha sia ha un basso tasso di ricombinazione sia una limitatissima variabilità genetica (le varroe in Europa sono di origine clonale). Sembra quindi che nella partita dell’evoluzione tra l’ape europea ed la varroa la prima abbia a disposizione molte più armi della seconda. In mezzo c’è però l’uomo, che pur non potendo abbandonare il patrimonio apistico alla selezione naturale, può trarre dalla natura lezioni fondamentali per avanzare nei piani di selezione artificiale e ottenere api resistenti alla varroa.
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