In Veneto
Al Centro Regionale apistico di Legnaro sono pervenute svariate segnalazioni di mortalità d’api nell’alto padovano e nel circondario di Castelfranco Veneto.
Come già in Friuli, due primavere orsono, le morie d’api, di entità assai rilevante e con spopolamenti pressochè totali delle famiglie, si sono verificate in concomitanza con le operazioni di semina del mais in un momento di siccità.
All’epoca i sospetti si erano accentrati sulle formulazioni fitosanitarie contenenti Imidacloprid (Gaucho il nome del preparato commerciale) utilizzate per la concia della semente.
L’Istituto Nazionale di Apicoltura, in collaborazione con la Bayer, ha effettuato ricerche sui prodotti di degradazione ed ossidazione della molecola in questione.
Le analisi condotte su vari tipi di matrice hanno dimostrato che il processo di semina determina un rilascio in ambiente del principio attivo Imidacloprid e di suoi prodotti di degradazione.
In campioni provenienti dalla sperimentazione in campo effettuata nella provincia di Udine, dal Dipartimento di Biologia Applicata alla Difesa delle Piante dell’Università di Udine sono state trovate quantità di qualche decina di ppm della molecola nei filtri applicati alla macchina seminatrice.
I dati hanno evidenziato che la formulazione contenente Imidacloprid comporta un rilascio di principio attivo in fase di semina.
La Bayer sta effettuando sperimentazioni con l’aggiunta di un adesivante al preparato ma, nel frattempo, per le semine di quest’anno si è commercializzato ed utilizzato, evidentemente, il formulato tradizionale.
In Emilia Romagna
L’Associazione Produttori Apistici Emiliani segnala spopolamenti ed avvelenamenti nelle vicinanze di Borgo Tossignano (Bologna). Fenomeni analoghi ma di minor gravità si erano verificati anche la scorsa primavera. La ASL di Imola ha ricevuto campioni delle api morte e si è in attesa degli esiti analitici.
L’APE ricorda che il Decreto Regionale del 22-03-1974 vieta i trattamenti insetticidi ed acaricidi sulle culture frutticole in fioritura e che la legge regionale 35 del 25-07-1988 ribadisce tale divieto ed obbliga allo sfalcio delle erbacee in fioritura sottostanti i fruttiferi prima dei trattamenti.
Altri articoli sull’argomento:
Panella intervistato dal Corriere | Imidacloprid e ambiente | Apicoltori figli di un dio minore | Morie di api in Francia | Effetti dell’Imidacloprid nei confronti delle api | Gaucho 2000 – 1999 – 1998 | Imidacloprid a difesa del verde pubblico? | Dove sono finite le api? | Continua la strage di api
Link utili:
Les apiculteurs accusent un insecticide de tuer les abeilles. Le Monde, 24 giugno 2002.
Un producteur du Gers : “Je me pose la question d’arrêter”. Le Monde, 24 giugno 2002.
Les abeilles, suite. Le Monde, 24 giugno 2002.
{jcomments on}
Potrebbero interessarti
Il neonicotinoide imidacloprid e la memoria di Apis cerana
2 luglio 2015 Uno studio appena pubblicato fornisce nuove evidenze a supporto dei precedenti lavori che dimostravano che dosi subletali…
Unaapi all’incontro finale del progetto europeo Poshbee
A marzo, si è tenuto a Roma l’ultimo meeting previsto per il progetto Poshbee (Valutazione pan-europea, monitoraggio e mitigazione dei…
Nuova indagine epidemiologica globale: dai pesticidi terribili patologie per l’uomo
15 agosto 2013 Nuova importante rassegna scientifica sulle patologie dovute all’utilizzo o al contatto con i pesticidi – cancro, malattie…
Stop dalla Ue a un altro insetticida sistemico: il Fipronil
Aggiornato 1 settembre – 16 luglio 2013 L’Unione europea ha deciso, su proposta dalla Commissione europea, di vietare l’uso…
Fipronil: strage di api in Slovenia
29 aprile 2009 A nordest di Podravje nel comune Race-Fram in un apiario distrutto sono stati effettuati prelievi di campioni….
Nuovi studi sugli effetti dei neonicotinoidi
9 dicembre 2014 No comment! Dosi subletali del pesticida neonicotinoide sono sinergiche con i patogeni e riducono il ciclo vitale…
