
Dagli USA una sperimentazione del nuovo principio attivo naturale per la lotta alla varroa. I risultati indicano che il prodotto può trovare un valido utilizzo in condizioni di assenza di covata.
I beta-acidi del luppolo (Humulus lupulus), in inglese Hop Beta-Acids (HBA) sono acidi organici deboli, non tossici per l’uomo, che in natura difendono la pianta da afidi ed acari parassiti. Vengono utilizzati nell’industria alimentare e per la difesa delle colture dagli acari.
Negli USA una ditta specializzata in prodotti a base di luppolo, la Beta Tech, ha sviluppato il prodotto HopGuard®, strisce acaricide impregnate di beta-acidi per la lotta a Varroa destructor. L’uso è già autorizzato in alcuni stati americani.
Sull’ultimo numero di Experimental and Applied Acarology è pubblicato il contributo di un gruppo di ricercatori dell’agenzia federale USDA-ARS sugli effetti dei beta-acidi su singole api, famiglie e pacchi d’ape.
La mortalità delle api è risultata elevata alle concentrazioni maggiori che sono state provate, ma le strisce impregnate nelle famiglie e nei pacchi d’ape non hanno causato mortalità superiore rispetto ai gruppi di controllo.
La mortalità delle varroe è stata invece alta a seguito della somministrazione individuale del principio attivo alle api. Per valutare l’effetto acaricida sulle famiglie sono state raffrontate le cadute naturali prima del trattamento con HBA, durante 21 giorni di trattamento ed a seguito di un trattamento di controllo con Apistan® (tau-fluvalinate) su gruppi di 7 alveari. La regina è rimasta ingabbiata nei primi 13 giorni di somministrazione. In aggiunta è stato quantificato il principio attivo sulle api per mezzo della tecnica HPLC. I beta-acidi sono stati rinvenuti sul 60% delle api a 48 ore dall’applicazione, sul 20% a 7 giorni e sull’1% a 16 giorni. Parallelamente la caduta è durata sette giorni dall’introduzione delle strisce, con un picco nei primi 2-3 giorni. Il protocollo sperimentale non ha permesso di valutare l’efficacia acaricida sulle famiglie poichè durante la prova era sempre presente covata recettiva e/o covata nascente su cui HBA, che agisce per contatto, non è attivo. Anche il trattamento con Apistan® è stato eseguito in presenza di covata recettiva e secondo gli autori è possibile che si fosse in presenza di varroe resistenti al tau-fluvalinate.
I ricercatori hanno invece valutato l’efficacia acaricida a diversi dosaggi sui pacchi d’ape (lotti di 5). Le strisce con HBA sono state lasciate per 48 ore nei pacchi contando la caduta, successivamente le api sono state lavate in alcool per distaccare e contare gli acari residui. Calcolata come percentuale di varroe cadute durante il trattamento sul totale degli acari, l’efficacia oscillava tra il 94 ed il 100%.
I risultati indicano che il prodotto può trovare un utile impiego in condizioni di assenza di covata, ma rimane da valutare l’efficacia acaricida sulle famiglie.
L’introduzione di un nuovo principio attivo, con scarsa residualità e non tossico per l’uomo, è una notizia importante nel panorama da tempo stagnante della lotta alla varroa. Come Unaapi auspichiamo che l’azienda produttrice richieda ed ottenga presto l’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), rendendo disponibile il prodotto anche per gli apicoltori italiani.
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