E’ indubbio che, come si affaccia sul mercato un nuovo prodotto per il controllo della varroa, si scatena un vivo interesse, da parte degli apicoltori, speranzosi che sia disponibile finalmente qualche valida arma alternativa per l’impari lotta. Il nuovo prodotto della Betatec Hopguard, anche dal nome (hope speranza), ha riacceso le speranze di numerosi apicoltori in America. I dipartimenti dell’agricoltura di tre stati nord americani: Idaho, Oregon e Washington si sono riuniti per richiedere all’EPA (Enviromental, Protection Agency) la registrazione e la conseguente commercializzazione del prodotto. Potremo finalmente brindare (con un boccale di birra in questo caso) in onore di un metodo naturale ed allo stesso tempo efficace?
Il sedici giugno di questo anno ricorre un triste anniversario, non solleverà le stesse polemiche dei 150 anni della nostra Repubblica ma sicuramente farà discutere il settore dell’apicoltura e (si spera) non solo. Trenta anni fa l’acaro Varroa destructor veniva identificato in un alveare in provincia di Gorizia.
Molto è cambiato da quel giorno; i metodi di allevamento si sono dovuti adeguare a questo cataclisma, molti allevatori si sono arresi e fatto più grave da allora troppi alveari sono morti in conseguenza dell’infestazione. Triste vedere che l’unica cosa rimasta immutata, nonostante il continuo impegno degli apicoltori per trovare una soluzione, è l’estrema pericolosità della varroa stessa.
Ma cos’è l’HopGuard? Come si effettua il trattamento? E’ veramente efficace?…andiamo con ordine.
L’HopGuard è composto principalmente da beta acidi (16%) derivati dall’Humulus lupulus (il luppolo), è stato infatti rilevato che questi acidi organici, responsabili dell’aroma della birra, hanno anche effetti anti-varroa.
L’impiego è piuttosto semplice (link al video, in lingua spagnola), il trattamento può essere fatto fino a tre volte l’anno: in estate, in inverno e in autunno. Secondo la casa produttrice sono necessarie 2 strisce poste sul terzo e sull’ottavo favo del nido. Il prodotto non necessita di particolari dispositivi di sicurezza individuale, bastano infatti un paio di guanti usa e getta. Il trattamento pare aver dato buoni risultati (USDA-ARS Tucson, 2010) ma gli studi effettuati fino a adesso sono pochi e fatti in parte dalla casa produttrice, inoltre non si sono ancora studiati gli effetti a lungo termine.
Sempre lo stesso studio dell’USDA dimostra come i residui di beta acidi nel miele sono nel 23% dei campioni prelevati dai telaini carichi di miele a stretto contatto con le strip di ùguard, negli altri telaini non è stata trovata traccia del principio attivo. Ne consegue che in un trattamento normale non dovrebbero esservi residui del composto nel miele.
L’utilizzo di acidi organici non è certo una novità per trattare la varroa. Vari prodotti efficaci contro la varroa sono di origine naturale; in particolare gli acidi organici favoriscono l’instaurarsi di un PH incompatibile per la varroa ma non per l’ape. L’HopGuard saprà concretizzare le speranze degli apicoltori americani e del resto del mondo?
Michele Valleri
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