Per l’ennesima volta i media hanno dato con notevole risalto notizia della recente scoperta scientifica, presentandola come utile per spiegare il declino delle api: individuata da equipe U.S.A. mosca che parassitizza e danneggia le api.In realtà questa tipologia di parassiti delle api è più che conosciuta, ed è assodato che di norma non da luogo a fenomeni gravi per le api. Come testimonia il contributo di uno scienziato francese, che pubbliciamo a commento di questa “novità scientifica”…
…il commento è di un esperto di fama internazionale dell’INRA francese Marc – Edouard Colin, è stato pubblicato nel sito dell’associazione apistica francese Unaf, è Unaapi ne ha realizzato la traduzione per agevolare la conoscenza in merito a quanto ampiamente diffuso.
“Le api e mosche parassite: un rapporto che non è iniziato oggi!
L’ordine dei ditteri comprende molte famiglie con specie predatrici e parassiti di ragni e insetti e anche di mammiferi. I danni causati dallo sviluppo di larve di mosca in un’organizzazione vivente sono descritti con il termine “miasi”. Le api non sono mai state risparmiate da queste mosche e così sono stati colpite da miasi
che determina la morte dell’insetto.
La definizione di miasi delle api deve essere interpretata estensivamente poiché concerne oltre alle api i bombi, ma anche le api solitarie.
Nella sua opera sui nemici delle api pubblicata nel 1939, Toumanoff cita due famiglie di mosche responsabili di miasi: i Tachinidi e i Foridi.
La femmina della mosca Rondanioestrus apivorus (Tachinide) depone le sue larve nell’addome delle api operaie viventi. La larva all’ultimo stadio, esce attivamente dall’ape agonizzante e va a rifugiarsi nel suolo per impuparsi e schiudersi allo stadio adulto, la durata dell’impupa mento dipende dalla temperatura. Questa mosca scoperta in Sud Africa sulle api “non è un parassita molto pericoloso “.
La femmina della “mosca gobba” o Phora incrassata (Foride) depone nelle larve d’ape prima
dell’opercolatura. Quando la larva della mosca raggiunge l’ultimo stadio, misura 4 mm di lunghezza, e attivamente esce dall’alveolo opercolato e cade sul fondo dell’alveare dove svolge il resto del ciclo.
Questa miasi è stata regolarmente segnalata in Francia, in Europa e in Asia (su Apis cerana) e trattati con semplice pulizia dei fondi.
Dei casi gravi di miasi hanno causato delle mortalità di colonie in alcuni apiari dell’ Ucraina tra il 1935 e il 1955 (Boiko, 1967).
La mosca Senotainia tricuspis (famiglia dei Sarcofagidi) depone su api adulte e la sua larva penetra attivamente
nel corpo delle api per andare a svilupparsi nel torace.
Le api incapaci di volare lasciano l’alveare e muoiono nei campi. Le larve lasciano i cadaveri e s’interrano per l’impupa mento.
Grazie a un’osservazione minuziosa del comportamento della mosca Boiko ha realizzato efficaci trappole.
Anche questa miasi è stata segnalata in vari paesi europei tra cui la Francia.
Il ciclo riproduttivo e il comportamento di Senotainia tricuspis comportano similitudini con quelli della mosca Apocephalus borealis (famiglia dei Foridi) recentemente passata dai bombi alle api (Core e al, 2012) e presentata come una delle principali cause della scomparsa delle colonie negli Stati Uniti.
Ciò suggerisce che la propagazione di A. borealis negli Stati Uniti sia limitata come quella di S. tricuspis in Ucraina, vale a dire ” a pelle di leopardo “.
Se non è così, dovremmo porci la domanda di sapere come mai questa mosca
parassita sia passata sull’ape quando hanno convissuto “pacificamente” per secoli.
Sul piano della lotta sanitaria in apiario, sarebbe più efficace la cattura prima dell’attacco all’ape, come indicato Boiko, che la raccolta delle api affette dal parassita.
Ma la migliore profilassi consiste nell’evitare che A. Borealis sia importata nei nostri apiari, in Francia tramite l’acquisto di regine o di pacchi di api provenienti dal Nord America.
Marc – Edouard Colin, veterinario, ricercatore del Laboratorio di pato-vigilanza e sviluppo apistico Sup Agro / INRA – Montpellier.
Illustrazione; disegno di una specie della famiglia dei Foridi, presente in Francia:
“Mosca gobba”, Toumanoff, 1939
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