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Api / Agricoltura / Ambiente

Gaucho

14 luglio 2002

(Imidacloprid)

GAUCHO 2000
(dicembre 2000) a cura del Coordinamento degli Apicoltori della Francia

Situazione delle analisi dei residui dei pesticidi – programma C.N.R.S. – a fine febbraio 2000.
Le analisi fatte nel 1998 sono confermate sui campioni del ’98, ’99 e 2000 grazie ad un metodo ulteriormente migliorato e validato (norme CE). I residui di imidacloprid sono presenti in tutti i campioni provenienti da siti trattati ed in una larga parte di quelli…

 

…provenienti da siti non trattati (studi CNRS e CETIOM).
Il dosaggio dei metaboliti è necessario perché risultano molto più tossici del principio attivo imidacloprid stesso.
Sono emersi alcuni nuovi elementi.
Nella pianta di girasole, il principio attivo diminuisce con il tempo, ma se ne osserva una ricrescita dopo 55 giorni (semina + 55giorni), quindi all’inizio della fioritura. La pianta concentra, allo stadio della fioritura, tutti gli elementi della linfa. Questo fenomeno spiega la presenza dell’imidacloprid nei fiori e nei pollini. Le api, al momento della bottinatura, potrebbero essere intossicate tanto per contatto (polline), che per ingestione (nettare).
Sembra anche confermarsi che nella neurotossicità sull’ape, non ci sia “effetto soglia”, cosa che è già stata osservata in altri casi simili. Ovvero una dose di 4 ppb è già sufficiente a perturbare tutte le funzioni vitali dell’ape, analogamente ad una dose più elevata.
Altro punto importante: non è sensato ricercare residui in api morte. Questi residui si metabolizzano molto velocemente e spariscono in qualche ora. Le analisi di tutti i prelevamenti condotti nel 1999 – girasole e mais – sono in corso. I risultati verranno comunicati quando il tutto sarà concluso, probabilmente alla fine del primo semestre 2000. Le analisi sul campo sono terminate e confermano la presenza del principio attivo nel suolo, con un assorbimento dello stesso da parte della coltura dell’anno successivo.
Il CETIOM (Centro di Studi Tecnici Professionali delle Oleaginose Metropolitane) ha, anche quest’anno, effettuato delle analisi di vegetali (girasole) non trattati nel corso dell’anno, ma coltivati su appezzamenti trattati precedentemente con Gaucho. Due anni dopo vengono ancora confermati i risultati rilevati dal CNRS nel 1998.
In conclusione, i problemi imidacloprid-api non possono essere risolti se non attraverso il divieto totale di questo prodotto su tutte le colture, come è stato fatto in Olanda.
Senza la nostra lotta, anche le sementi di colza sarebbero già state trattate con Gaucho. La Bayer ha, infatti, depositato una nuova domanda di autorizzazione per questa coltura. Noi tutti dobbiamo sperare che, per l’avvenire, le api vengano tenute in maggiore considerazione, prima della messa sul mercato di nuovi insetticidi, poiché esse sono anche eccellenti sentinelle dell’ambiente.
Altre molecole arrivano…quindi altri nuovi problemi.

GAUCHO 1999
(dicembre 1999) a cura del Coordinamento degli Apicoltori della Francia

La legge (dello stato Francese n.d.r.) Barnier del 1995 recita: “l’assenza di certezze, tenuto conto delle conoscenze scientifiche e tecniche del momento, non deve ritardare l’adozione di misure concrete ed adeguate per prevenire un rischio di danni gravi ed irreversibili per l’ambiente ad un costo economico accettabile”. Così è stato istituito nel diritto francese, per le questioni relative alla preservazione dell’ambiente, il principio di precauzione.
Il Ministro dell’Agricoltura e della Pesca, J. Glavany, ha deciso di ritirare provvisoriamente l’autorizzazione all’utilizzo, come conciante dei semi di girasole, del Gaucho nell’attesa dei risultati di studi scientifici supplementari. Secondo il comunicato stampa del Ministero dell’Agricoltura “questa decisione tiene conto dell’assenza di certezze scientifiche e tecniche sull’eventuale legame tra l’utilizzo del Gaucho per il trattamento delle sementi di girasole e l’insorgenza di spopolamenti di alveari che è alla base di una riduzione del raccolto di miele”.
Il principio di precauzione è così implicitamente chiamato in causa. Se è vero che il ministro J. Glavany non aveva motivato la sua decisione di sospendere il trattamento con Gaucho sui semi di girasole, egli ha tuttavia precisato che, in questo modo, ha voluto “limitare il rischio di esposizione delle api ad eventuali effetti negativi del Gaucho, attendendo i risultati di studi supplementari”.
Si può quindi ragionevolmente supporre che il Ministro abbia valutato che il divieto del trattamento con Gaucho delle sole sementi di girasole fosse una riposta adeguata e sufficiente alla probabilità di gravi danni sulle api bottinanti in zone con estese colture.
Con un documento inviato al Ministero dell’Agricoltura, gli apicoltori hanno insistito sul fatto che le vie di contaminazione delle api con l’imidacloprid sono molteplici in quelle zone di colture estese ed intensive, perché si possa parlare di una reale limitazione del rischio di esposizione.
Gli apicoltori hanno tuttavia dovuto rassegnarsi alla decisione ministeriale poiché la dimostrazione, con il programma di studio Gaucho/Api – 1998″, della esclusiva responsabilità dell’imidacloprid nello spopolamento dei loro alveari non era indiscutibile.

GAUCHO 1998
(dicembre 1998) a cura del Coordinamento degli Apicoltori della Francia

1) Il fenomeno dell’intossicazione si è evidenziato dal 1994 nel Centro della Francia, dal 1995-1996 nel Centro-Ovest, ed è concomitante con l’introduzione ed il progressivo impiego del Gaucho. L’imidacloprid è un insetticida, classificato molto tossico per le api; è molto persistente e perfettamente sistemico (il principio attivo, una volta penetrato nella pianta, migra da un organo all’altro della pianta stessa).
2) Le osservazioni sul campo e le analisi condotte permettono agli apicoltori di avanzare fondati sospetti sul Gaucho già dalla fine del 1997.
3) Si è avviato nel 1998 un programma di studi sugli effetti secondari dell’imidacloprid sulle api articolato in tre settori: gli studi di laboratorio/le analisi dei residui dell’imidacloprid e dei suoi metaboliti/gli studi sul campo. Le conclusioni sono state:
1 – Le sperimentazioni in laboratorio dimostrano gli effetti negativi del principio attivo su certe funzioni vitali dell’ape o della famiglia già a concentrazioni definite come subletali, che, sovente, non sono quantificabili con l’analisi dei residui (meno di 1ppb, ovvero una parte per miliardo).
2 – Le analisi evidenziano che nel girasole trattato con Gaucho si riscontrano concentrazioni di p.a. fino a 20 volte la concentrazione subletale conosciuta (meno di 1 ppb). Nelle piante non trattate il prodotto viene comunque ritrovato; ciò si spiega solo con la presenza del principio attivo nel suolo a causa delle precedenti colture trattate con Gaucho.
3 – Le sperimentazioni sul terreno risultano inutili: l’elevata persistenza fa si che il p.a. ricompaia là dove non dovrebbe ritrovarsi!! Essendo contaminati i siti testimone di terreno delle prove comparative, non appaiono differenze sostanziali.
4 – Gli apicoltori non possono sopportare perdite di raccolto estivo dell’ordine del 40-70%. Con la prospettiva della sparizione a medio termine di molte aziende apistiche, si verificheranno carenze di impollinazione per le colture a pieno campo e per i frutteti.
5 – Nelle regioni dove ogni anno il 25% della superficie agricola è seminato con sementi trattate con Gaucho, e dove permangono i residui delle culture degli anni precedenti, il principio attivo può contaminare buona parte del territorio circostante; l’ape non avrà probabilità di evitare il contatto con l’imidacloprid.
6 – Se l’imidacloprid fosse stato giudicato sulla base delle disposizioni della Direttiva Europea 91/414 non ne sarebbe stata autorizzata la vendita (la persistenza del p.a. è decisamente superiore ai 90 giorni/il profilo esposizione-tossicità per le api è molto sfavorevole).

 


Altri articoli sull’argomento:

Panella intervistato dal Corriere | Imidacloprid e ambiente | Nuovi avvelenamenti primaverili di apiari | Apicoltori figli di un dio minore | Morie di api in Francia | Effetti dell’Imidacloprid nei confronti delle api | Imidacloprid a difesa del verde pubblico? | Dove sono finite le api?| Continua la strage di api

Link utili:
Les apiculteurs accusent un insecticide de tuer les abeilles. Le Monde, 24 giugno 2002.
Un producteur du Gers : “Je me pose la question d’arrêter”. Le Monde, 24 giugno 2002.
Les abeilles, suite. Le Monde, 24 giugno 2002.

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