Legambiente e Unaapi, l’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani hanno deciso di scrivere ai ministri della Salute e dell’Agricoltura al fine di sollecitarne l’attenzione sul preoccupante fenomeno – ormai drammaticamente evidente anche in Italia – della moria delle api a causa della diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici in agricoltura.
I fitofarmaci in causa sono quelli contenenti molecole neonicotinoidi, che sin dalla loro introduzione in agricoltura…
…in Francia, nel 1991, hanno espresso effetti letali sulle api, determinando dei pronunciamenti giudiziari che, in osservanza al principio di precauzione, hanno vietato l’uso di questi pesticidi su molte colture. Le due organizzazioni si appellano quindi ai ministri Turco e De Castro affinché s’impegnino ad acquisire con celerità tutti gli elementi che stanno alla base delle denunce degli apicoltori italiani.
“Sarebbe un errore – ha dichiarato Francesco Panella – pensare alla moria delle api come a un problema solo per gli insetti o per gli apicoltori. Le api rappresentano infatti un sensibile indicatore di ben più rilevanti conseguenze all’insieme dell’equilibrio ambientale. E se un pesticida può risultare così dannoso per l’ape – ha precisato Panella – riteniamo debbano essere approfonditi anche tutti i potenziali effetti sull’intera catena alimentare e quindi sull’uomo”. Il presidente di Unaapi ha poi ricordato che in Francia sono state emesse sentenze dal più alto organo giudiziario che confermano il mancato rispetto delle garanzie necessarie rispetto ai due principi attivi incriminati, mentre in Italia c’è stato “un silenzio assordante in risposta a tutte le denuncie e agli allarmi espressi da diversi e autorevoli soggetti”. Legambiente e Unaapi hanno pertanto chiesto ai ministri di attivarsi per “l’immediata sospensione dei preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e di predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l’autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati ma nel medio e lungo periodo per tutto l’insieme delle forme viventi”.
Sulla pericolosità dei neonicotinoidi e la conseguente necessità di rapido intervento precauzionale del ministero della Salute, “che sospenda dal commercio questi prodotti in attesa di ulteriori accertamenti”, si è espressa anche la senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, Loredana De Petris, che sin dal 2004 presentò un’interrogazione parlamentare relativa alla crescente moria delle api in Italia. “Gli studi condotti anche da istituti universitari e di ricerca italiani – ha detto la De Petris – concordano nell’attribuire ai pesticidi della classe dei neonicotinoidi gravi responsabilità nella strage delle api che mette a rischio l’ambiente e l’impollinazione delle colture agricole in vaste parti del Paese”. La senatrice dei Verdi ha poi osservato che la situazione negli alveari è stata quest’anno particolarmente grave a causa degli effetti climatici che si sono sommati a quelli derivanti dai prodotti tossici: “La giusta ricerca delle concause della strage non deve esimere dal prendere subito tutte le misure per limitare un danno che si riflette a catena su produzioni di frutta e ortaggi del valore stimato in 2,5 miliardi di euro”. De Petris ha poi insistito nel richiedere la sospensione dal commercio, analogamente a quanto già avvenuto in Francia, dei prodotti fitosanitari contenenti i principi attivi Fipronil, Imidacloprid, Thiametoxan e Clothianidin, utilizzati prevalentemente per la concia delle sementi di mais e sui vigneti per gli interventi di prevenzione della flavescenza dorata. “I ministeri della Salute e delle Politiche agricole hanno già ricevuto dall’Istituto nazionale di apicoltura e dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie documentazione di rilievo sull’azione fortemente neurotossica dei neonicotenoidi e sulle concentrazioni dei prodotti in questione rilevate sulle api morte. Ci sono tutti gli elementi – ha concluso infine l’esponente dei Verdi – per un intervento cautelativo che può fra l’altro facilitare la diffusione di prodotti non dannosi per l’apicoltura, anche mediante un’idonea azione di informazione rivolta alle aziende agricole”.
Fonte: Agenzia Stampa Il Velino
Lettera inviata da Legambiente e Unaapi al Governo (pdf 80 kb)
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- Lettera inviata da Legambiente e Unaapi al Governo (pdf 80 kb)
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