Dai neonicotinoidi il grande incremento delle malattie delle api? Ulteriore conferma che i pesticidi neurotossici possono favorire lo sviluppo della malattia intestinale che colpisce con sempre maggiore frequenza gli allevamenti apistici d’intere nazioni e zone, il Nosema apis, e indebolire le difese immunitarie sia individuali e sia sociali a fronte di varie malattie delle api.
La rivista Environmental Microbiology pubblica nell’ultimo numero un importante studio:
Interactions between Nosema microspores and a neonicotinoid weaken honeybees a cura di
Cédric Alaux,1* Jean-Luc Brunet,2 Claudia Dussaubat,1 Fanny Mondet,2 Sylvie Tchamitchan,2 Marianne Cousin,2 Julien Brillard,3 Aurelie Baldy,1 Luc P. Belzunces2 e Yves Le Conte1.
1) INRA, UMR 406 Abeilles et Environnement, Laboratoire Biologie et Protection de l’abeille, Site Agroparc, 84914 Avignon, France.
2) INRA, UMR 406 Abeilles et Environnement, Laboratoire de Toxicologie Environnementale, Site Agroparc, 84914 Avignon, France.
3) INRA, UMR 408 Sécurité et Qualité des Produits d’Origine Végétale, Site Agroparc, 84914 Avignon France.
A seguito della crisi e declino globale delle api e nel quadro della ricerca degli elementi multifattoriali che la possono provocare è stata condotta una indagine sui possibili effetti di interazione tra un insetticida di elevata e conosciuta tossicità e persistenza e un organismo infettivo dell’apparato digerente dell’ape. Si è quindi dimostrato che l’interazione tra l’agente diffusivo della grave patologia intestinale, il nosema, e un neonicotinoide (l’Imidacloprid) indebolisce significativamente le api.
Nel breve periodo, la combinazione dei due agenti ha causato un più elevato tasso di mortalità e stress energetico. L’interazione può anche influenzare l’efficienza del sistema immunitario sia individuale e sia su quello, determinante nel super organismo/alveare, sociale. E’ quindi ipotizzabile una interazione sinergica e a lungo termine, una maggiore sensibilità della colonia agli agenti patogeni. Quindi l’interazione tra un organismo infettivo e una molecola chimica neurotossica può configurare una minaccia complessiva per gli insetti impollinatori. Analoga analisi multifattoriale dovrebbe essere eseguita per altre specie di indispensabili insetti impollinatori come i N. Bombi (Plischuk et al., 2009), anch’essi soggetti a nosema, anch’essi in grave declino (Goulson et al., 2008).
Il 7 gennaio 2010 il presidente di U.N.A.API Francesco Panella ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Questa è l’ennesima conferma delle nostre osservazioni e dei nostri più che fondati sospetti, la “coincidenza” tra avvento e crescente uso e diffusione dei neonicotinoidi e reiterazione e dimensione delle stragi da Nosema è altrimenti difficile da spiegare. La patologia in Italia ha sempre comportato importanti danni ma di tipo occasionale e non così frequente e reiterato come negli ultimi anni. D’altra parte tale possibile e devastante effetto subdolo dell’Imidacloprid è “ovviamente” ben presente alla Bayer che produce e vende e propone in modo invasivo la molecola, l’insetticida più venduto e usato nel mondo, e altri “innovativi” insetticidi neonicotinoidi/sistemici. Come si può verificare, infatti, dall’etichetta allegata i preparati con molecola neurotossica che la Bayer vende per la lotta alle termiti pubblicizzano giust’appunto gli “effetti collaterali” sulle termiti che inducono moltiplicazione delle patologie e incapacità degli insetti di assumere adeguati comportamenti d’igiene e difensivi”.

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