Un apicoltore alla cerimonia di apertura di Terra Madre
Inaugurato a Torino il 22 ottobre l’evento internazionale che riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo.
Di un apicoltore brasiliano, Jerônimo Villas-Bôas, una delle storie degli undici delegati che hanno contrassegnato la cerimonia di apertura di Terra Madre.
“Buona sera Terra Madre, uomini e donne, vecchi e giovani, e bambini che vi trovate qui con i vostri genitori.
Mi chiamo Jerônimo, sono brasiliano e sono un apicoltore. In Brasile, se si chiede quali sono le prime cose che vengono in mente quando si parla di api, la risposta è sempre la stessa: “miele” e “pungiglione”. Il pensiero, infatti, va subito all’Apis mellifera, la specie responsabile della produzione di un milione e duecentomila tonnellate di miele in tutto il mondo.
Vale la pena ricordare che l’ape mellifera non è originaria del Brasile, ma è il risultato di due varietà che qui sono state introdotte e si sono incrociate dando vita a un “superorganismo” che si è adattato ai diversi climi, e che a una velocità impressionante si è diffuso in tutto il continente americano. Il miele che le famiglie brasiliane consumano oggi è quindi il prodotto di questo insetto straniero.
Quel che molti non sanno, invece, è che, molto prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, diverse specie di api native, anch’esse produttrici di miele, erano già sfruttate dalle popolazioni indigene dell’America Latina. Si tratta di api senza pungiglione. Il miele di queste api native, più liquido e acidulo, è prodotto in piccolissima scala e ha un ruolo fondamentale per l’identità culturale di molte comunità tradizionali. Ma, trattandosi di una produzione artigianale, realizzata con tecnologie locali, è ritenuto marginale.
In Brasile è disciplinato e riconosciuto solo il commercio del miele di api straniere. Il miele delle api native infatti è proibito.
Dal 2008 Slow Food si batte in Brasile per disciplinare e valorizzare i prodotti delle api native senza pungiglione. In questa edizione di Terra Madre uniamo la nostra voce a quella degli apicoltori messicani, colombiani e argentini che si scontrano con lo stesso problema. In questa comunità senza eguali di apicoltori, noi portiamo avanti il nostro lavoro. Un lavoro paragonabile a quello delle api: forte, tenace, le cui aspettative sono dolci come il miele.”
Jerônimo Villas-Bôas, ecologo e coordinatore della rete Slow Food dei mieli di api native, Brasile{jcomments on}
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