L’Unione degli Apicoltori aderisce alla Coalizione Liberi da OGM e invita a partecipare alla consultazione nazionale sugli OGM.
Non tutti sanno che ben l’84% delle specie vegetali coltivate in Europa dipende direttamente dall’impollinazione degli insetti così come gran parte delle essenze spontanee. Il complesso meccanismo di riproduzione della vita vegetale è strettamente dipendente dagli insetti utili e dalle api domestiche in particolare. Un piccolo apiario amatoriale di 5 alveari può giungere a visitare in un giorno 70 milioni di fiori in un raggio di tre chilometri su una superficie corrispondente a 4.000 campi di calcio.
Per poter autorizzare le culture OGM si è dovuto:
- coscientemente “dimenticare” il fenomeno naturale dell’impollinazione e l’interazione…
- ……ambientale degli insetti pronubi che sono indispensabili alla riproduzione della vita e al mantenimento della biodiversità,
- “scordare” di valutare l’impatto di tali coltivazioni su quella parte del mondo animale che dalla relazione di reciproca sinergia con i fiori trae e dona vita,
- ritenere “ininfluente” la conseguente e certa contaminazione delle produzioni apistiche.
Nei paesi che si sono piegati a tale modello agricolo l’accettazione degli OGM ha comportato, per i due terzi delle coltivazioni di piante trasformate per essere resistenti agli erbicidi, l’esponenziale incremento d’uso di erbicidi per reiterare sempre e solo monocultura con la totale scomparsa di piante spontanee, il progressivo impoverimento delle risorse di pascolo disponibili per gli insetti utili e quindi, in immensi territori, crescita della contaminazione chimica accompagnata da colossale perdita di bio diversità vegetale e animale. Nel caso invece dell’altro terzo di culture OGM, modificate per secernere sostanze insetticide, ha comportato sempre più diffusi e fondati sospetti sull’asserita attività mirata di tali pesticidi inglobati nelle piante, è infatti più che probabile che tale continua diffusione di sostanze insetticide con diversificata modalità di contatto e di impatto con il vivente possa subdolamente interferire con i meccanismi biologici e sociali di forme animali complesse e fragili quali le api.
Ciò su cui invece già oggi non vi possono essere dubbi di sorta ma solo preoccupanti certezze è che:
- è ridicola e illusoria la misura di “isolamento” di 50 metri prevista dalla U.e. tra i campi coltivati a OGM e quelli vicini giacché non tiene nel debito conto l’attività della entomofauna. Le api con la loro instancabile attività disseminano il polline in un raggio di oltre tre chilometri e sarebbe veramente stolto voler trasformare le api, e gli apicoltori che le accudiscono, in diffusori della contaminazione genetica del vivente.
- È certa la contaminazione OGM dei mieli e di tutti i prodotti dell’alveare nel caso di coltivazione di piante OGM visitate dalle api, quali ad esempio colza, mais, cotone ecc…Il polline, che è sempre più apprezzato quale ottimo ed energetico alimento anche per l’uomo, può addirittura risultare contaminato a soglie superiori a quelle pur elevate dello 0,9% ammesse dalla norma.
- Prodotti apistici contaminati da OGM sono inaccettabili per quanti scelgono e consumano tali preziose sostanze proprio per la loro purezza e origine naturale.
Le coltivazioni OGM comportano gravi conseguenze di forte impatto ambientale e in particolare espongono a immensi rischi sia l’impollinazione, sia la fauna impollinatrice e sia gli stessi prodotti dell’apicoltura ed è necessario che siano effettuati specifici, seri e indipendenti studi prima che si possa anche solo ipotizzare di diffondere ulteriormente tali culture.
Per questi motivi L’Unione degli apicoltori aderisce convintamente alla Coalizione Liberi da OGM e invita i cittadini e gli apicoltori tutti a partecipare alla importante consultazione- dal 15 settembre al 15 novembre- tramite internet votando all’indirizzo:
http://www.liberidaogm.org/liberi/voto.php
Novi Ligure 10 settembre 2007
Francesco Panella
presidente U.N.A.API
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