L’European Beekeeping Coordination e PAN Europe, in collaborazione con il deputato Bart Staes, l’hanno proposto in un convegno dall’omonimo titolo, lo scorso 22 marzo a Bruxelles.
Durante il convegno sono stati presentati esempi di alternative all’uso dei pesticidi sistemici.
I principali concetti ed esperienze raccolti e pubblicati sul web da ARC – Convenzione Agricola e Rurale.
Scarica il report del Convegno (pdf, EN)
Dobbiamo davvero continuare a usare i neonicotinoidi?
• L’uso dei neonicotinoidi non è giustificato. Normalmente, gli insetticidi vengono usati come trattamento preventivo. Questo significa che i neonicotinoidi vengono impiegati per combattere contro insetti che non sono ancora presenti. E se anche i parassiti ci fossero, il loro impatto negativo sulla produzione di colture e sul reddito degli agricoltori è spesso limitato (come per il mais).
• I neonicotinoidi non sono sicuri. L’imidacloprid, il thiamethoxam e la clothianidina rappresentano una minaccia per le api e per l’ambiente. Questo perché i prodotti che li contengono non sono conformi alla legislazione europea in materia di pesticidi. I rischi sono stati individuati dall’EFSA sulla base di pubblicazioni scientifiche attendibili e indipendenti. Ne deriva che la proposta della Commissione Europea, di sospendere temporaneamente determinati usi dei neonicotinoidi, va nella direzione giusta. La Commissione potrebbe anche spingersi oltre, proponendone il divieto totale per un periodo più lungo di soli due anni.
• L’impatto annunciato sulla riduzione dei livelli di produzione e sulle perdite di posti di lavoro non è fondato e ha lo scopo di indurre paura a società e politici. L’industria dei pesticidi ha previsto perdite fino a 17 miliardi di euro in cinque anni e di 50.000 posti di lavoro, se i neonicotinoidi venissero ritirati dal mercato. Mentre questi dati non sono stati comprovati, l’industria tace sul fatto che, in Europa, il solo valore degli impollinatori per la produzione alimentare è stimato scientificamente in quantomeno 27 miliardi di euro l’anno, solo in termini d’impollinazione.
Ci sono delle alternative ai neocotinoidi?
• Con semplici tecniche agronomiche, gli agricoltori possono evitare l’impiego di neonicotinoidi e mantenere lo stesso livello di produzione. La rotazione delle colture, la coltivazione di piante di diverse varietà e l’uso di insetti utili, si sono rivelate alternative di successo. Nel caso in cui queste pratiche agricole non potessero essere introdotte in azienda o l’uso di pesticidi fosse necessario, la lotta biologica (con predatori naturali) può essere la soluzione.
• La lotta biologica (quale l’uso di nematodi) è più costosa rispetto ai pesticidi perché l’uso di massa dei neonicotinoidi non permette ai produttori di soluzioni alternative di abbassare i loro prezzi: il loro mercato rimane così di nicchia.
Come si può assicurare un futuro migliore?
In generale, i pesticidi non fanno che mascherare i problemi veri: la cattiva salute degli ecosistemi agricoli e la carenza di pratiche agricole. Per far fronte a questi problemi, è necessario:
• Identificare le sinergie tra suolo, piante e animali e situarle al centro dei programmi di formazione per agricoltori, agrotecnici, agronomi e ricercatori.
• Promuovere gli scambi tra i ricercatori, gli agricoltori e le imprese che hanno implementato iniziative sostenibili, per dimostrare il successo di sistemi di coltivazione senza neonicotinoidi, redditizi e produttivi.
Link alle presentazioni dei relatori:
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