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Api / Agricoltura / Ambiente

Unione Europea, su api/pesticidi nessun sollievo, per ora, all’“inquietudine” della Commissione Ue.

21 marzo 2013
fumo neroGli Stati membri non consentono le misure precauzionali, che gli accertamenti scientifici impongono.
 
A poche settimane dalla pubblicazione dello studio dell’EFSA sugli inaccettabili effetti degli  insetticidi neonicotinoidi,  le cui conclusioni scientifiche sono state definite ”inquietanti” dalla stessa Commissione Ue, il processo decisionale europeo si è momentaneamente inceppato.
 
 Il 15 marzo scorso i 27 Stati membri dell’Unione Europea sono stati chiamati ad esprimersi nei confronti della proposta della Commissione europea di sospendere temporaneamente i neonicotinoidi in agricoltura. L’iniziativa segue il recente parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che, sottolineando l’impatto che queste sostanze hanno sulla salute delle api, aveva dato ragione alle istanze provenienti dalle associazioni di apicoltori e dalla società civile. Risultato: fumata nera, non è stata raggiunta la maggioranza qualificata (13 voti a favore, 9 contrari e 5 astenuti). La proposta passerà al vaglio del Comitato d’appello nelle prossime settimane.
 
 Il commissario alla salute Tonio Borg, aveva sottolineato che ”la tutela della salute della popolazione delle api in Europa è di grande importanza non solo per il settore agricolo, ma anche per l’eco-sistema e l’ambiente nel suo complesso ”.
 
 In effetti ciò che è in discussione non riguarda semplicemente e unicamente la salute delle api ma di tutte le piccole forme di vita animate che sono anello indispensabile della vita e della fertilità. La perdita di biodiversità in Europa si è impennata drammaticamente negli ultimi 20 anni con  il declino non solo delle api ma di tutti gli impollinatori, di tutti gli insetti, degli anfibi, dei volatili. 
 
Il crescente e inarrestabile degrado è conseguenza certa e lampante di una declinazione della  produzione agroindustriale sempre più appiattita sulla pretesa di ottenere risultati culturali a prescindere dai fenomeni vitali che generano la vita stessa. Si è oramai giunti a negare addirittura i fondamenti basilari della scienza agronomica. L’abbandono della rotazione delle colture genera ad esempio evidente incremento esponenziale delle popolazioni di parassiti che in tal maniera sono accuratamente “allevate e incentivate”.
 
Tali modalità produttive  “necessariamente” impongono  l’uso di “armi chimiche” sempre più potenti e persistenti: distruttive. Ma gli effetti di una tale modalità distruttiva del vivente, della natura e dei suoi essenziali fenomeni non possono più essere celati.
 
Gli accertamenti scientifici, pur limitati a solo una parte degli effetti generati dalle nuove e potentissime molecole, sono la campana a morto degli approcci estremistici di parte della produzione agroindustriale. Che non mantiene alcuna delle promesse di incremento produttivo mentre invece comporta sempre più gravi inaccettabili effetti distruttivi. 
 
La sensibilità e l’allarme su tali  questioni  coinvolge e sollecita attenzione di sempre più ampi settori della società.
E’ quindi già scritta quella che sarà necessariamente  la fine dei neonicotinoidi killer d’api e di vita: il loro divieto totale! 
Quando e come dipenderà anche dalla capacità di pressione dei cittadini europei! 

Fra le iniziative del Coordinamento Apistico Europeo segnaliamo la presa di posizione comune con Slow Food (versione: FR – EN ).

La stampa estera dedica  all’argomento ampio spazio: The Guardian – Le Monde – Liberation – Press Europ

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