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Stop al miele adulterato

15 giugno 2002
unaapi_jpg_100x50                                         slow_food                              legambiente

Unaapi, Legambiente e Slow Food hanno scritto ai ministri Alemanno e Sirchia d’intervenire immediatamente per bloccare in modo permanente le importazioni in Italia di miele adulterato contenente antibiotici.

“Stop al miele adulterato. Basta con le frodi alimentari che nuocciono ai consumatori e a chi lavora seriamente per dare il massimo in sicurezza e qualità”.
Sono tre associazioni rappresentative del mondo…

 

…ambientalista, dell’agricoltura e dell’alimentazione di qualità, che si sono unite nel comune impegno a favore del “miele vergine integrale italiano”, un prodotto speciale, esemplare per le caratteristiche di bontà, purezza e virtù nutrizionali, costantemente minacciato dalle produzioni estere, a basso costo e di qualità corrispondente.
Le tre associazioni hanno scritto oggi una lettera ai ministri delle Politiche Agricole, Giovanni Alemanno e della Salute, Girolamo Sirchia, affinché intervengano per bloccare definitivamente le importazioni di miele scadente, a partire da quello di provenienza cinese contaminato da antibiotici (cloranfenicolo e streptomicina), attualmente sospeso per decisione della Food Standards Agency (l’Agenzia degli Standard Alimentari inglese) e in attesa di decisioni al riguardo.
Nonostante nell’ambito dei paesi comunitari non sia consentito l’utilizzo di antibiotici nell’allevamento delle api, sia illegale utilizzare il cloranfenicolo negli allevamenti zootecnici e nonostante, in Italia, sia attivo ed efficiente un articolato piano di controlli analitici di laboratorio da parte delle autorità sanitarie per la ricerca di eventuali residui, non si è in grado di vigilare sulla diffusione di alcuni prodotti alimentari provenienti dall’estero senza adeguati controlli e norme igienico-sanitarie conformi alle nostre. “Così – hanno scritto le associazioni – nel mercato europeo sono stati importati prima mieli industriali adulterati con zuccheri vari che, dopo le nostre denuncie e dopo le battaglie per la nuova Direttiva sul miele, sono stati deviati sui mercati di alcuni paesi nord europei (ove vige meno attenzione) poi, si è arrivati all’importazione di mieli inquinati da un antibiotico sospettato di gravi controindicazioni. Tutto questo mentre gli apicoltori italiani hanno investito energie e risorse per ottenere dalla Comunità Europea l’attestazione di Specialità Tradizionale Garantita per il Miele Vergine Integrale”.
Il miele italiano è uno dei prodotti principe dello straordinario patrimonio agroalimentare italiano. Un patrimonio unico al mondo per abbondanza, varietà ed eccellenza qualitativa, costituito soprattutto da conoscenze, saperi e professionalità non comuni. Uno tesoro realizzato dall’uomo attraverso i secoli; un intreccio di natura e cultura, antiche tradizioni ed equilibrio ambientale e territoriale che costituisce una eccezionale ricchezza, culturale oltre che economica, per il Paese.
La richiesta di Unaapi, Legambiente e Slow Food è quindi chiara e decisa: “Vi chiediamo – si legge nella lettera – di intervenire concretamente, affinché la sospensione temporanea – qualora non vengano rispettate le norme comunitarie da estendere anche ai prodotti extra UE – diventi un blocco permanente. E’ urgente inoltre, che il nostro Governo si attivi per uniformare le normative interne all’Unione Europea sul divieto di residui di antibiotici nel miele; per effettuare rigorosi controlli sul miele in commercio con particolare scrupolo per i mieli provenienti da paesi che non hanno legislazioni igienico/sanitarie analoghe a quella italiana; per ottenere l’attestazione comunitaria di Specialità Tradizionale Garantita per il Miele Vergine Integrale, che dopo anni di procedure burocratiche europee, è stata pubblicata in G.U. ed è in attesa delle osservazioni e delle obiezioni degli importatori/confezionatori industriali contrari a questo riconoscimento”.

scarica il comunicato stampa congiuto di Unaapi, Legambiente e Slow Food (pdf 128 kb)
scarica la lettera di Unaapi, Legambiente e Slow Food ai ministri Sirchia e Alemanno (pdf 120 kb)

leggi i lanci d’agenzia Ansa e Dire

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