E’ un dolce molto semplice da preparare, anche all’ultimo momento, ed è suscettibile di infinite variazioni.
Per questo presentiamo qui una ricetta poco prescrittiva (con disappunto, forse, dei cuochi più insicuri, che vogliono essere comandati a bacchetta e temono gli esperimenti), ma contenente alcune opzioni alternative.
I torsoli delle mele devono essere tolti, e le mele possono essere o pelate, o mantenute con la buccia (in questo caso qualche incisione impedisce alla mela di “scoppiare”).
Il buco può essere riempito con una noce di burro e 1 cucchiaio di miele, utilizzando in questo caso miele di tiglio o miele di castagno, che riescono a mantenere in parte il loro aroma nonostante la cottura. Per una versione più dietetica (per chi soffra di fegato e non possa mangiare grassi animali cotti) al burro si può sostituire crema di nocciole, lasciando sul fondo della teglia una mestolata di acqua e zucchero di canna, e aggiungendo nel buco anche qualche dattero spezzettato o nocciole tostate spezzettate se non si ha la crema, con magari una spolverata di zucchero di canna o muscovado, che caramelli.
Si cuoce per mezz’ora a 180°, osservando il livello di caramellatura desiderata. Se invece si vuole che il miele dia il massimo del suo aroma, si usa crudo, facendone sciogliere un cucchiaino nel buco di ogni mela al momento di servire, sfruttando il calore della uscita dal forno. Allora sarà molto indicato qualche miele dal sapore fruttato, come l’ailanto, con la sua nota di moscato, o caramellato-aromatico, come l’erica, o dal sapore di zuccheri cotti (come l’erica carnea o la marruca), o magari qualche miele di origine urbana (che di solito contiene sempre un po’ di ailanto e di tiglio), per potenziare la fragranza fruttata della mela aggiungendo freschezza. Le mele renette sono di solito le migliori candidate alla cottura, ma anche le mele golden. In realtà questa ricetta è perfetta per le improvvisazioni, utilizzando qualsiasi mela si trovi per la casa. ![]()
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