Disarmante! Il Ministero della Salute risponde picche all’apicoltura italiana. Ad un nostro collega in Toscana è stata elevata una sanzione di oltre 20.000 Euro per detenzione e somministrazione di acido ossalico alle api.
L’U.N.A.API. ha immediatamente sviluppato una serie di iniziative locali (PER UNA VERA POLITICA VETERINARIA – LETTERA REGIONE TOSCANA) e nazionali (DIBATTITO TRA UNAAPI E VETERINARI – VETERINARIA E API: SFIDA AL DIALOGO – SANITA’ API: MOZIONE DEGLI APICOLTORI) fra cui, il 13 di gennaio, una specifica missiva di richieste urgenti al Ministero della Salute (DIFESA SANITARIA API: LE PROPOSTE DI UNAAPI)
Il Ministero della Salute ha risposto. Questo è l’unico aspetto positivo! Qualcuno finalmente risponde…
Nel merito di quanto affermato nella risposta constatiamo, con stupore, che:
- Il Ministero della Salute, rispetto alle richieste dell’U.N.A.API. e dell’intero comparto apistico in merito alla lotta alla varroasi, ritiene pertinente, ed evidentemente esaustivo delle sue prerogative e responsabilità, l’ autorizzazione d’uso di alcuni farmaci antivarroa.
- Per lo stesso Ministero è irrilevante verificare l’effettiva efficacia dei prodotti autorizzati, a utilizzabilità condizionata e stagionale, e conseguentemente, è irrilevante verificare le reali condizioni sanitarie degli allevamenti apistici nazionali. Al contrario si giunge a dichiarare di ignorare le molteplici e reiterate segnalazioni di riduzione di efficacia dei prodotti autorizzati.
- Lo stato di salute degli alveari italiani non è aspetto evidentemente su cui si possano in alcun modo soffermare i Servizi cui è deputato il ruolo di predisposizione e indicazione della migliore difesa sanitaria delle api: hanno valore soltanto gli aspetti formali e burocratici!
- E’ evidente che non esiste collegamento di sorta tra il Ministero e i Servizi Veterinari operanti sul territorio, fra questi lo specifico “Centro di referenza nazionale per l’apicoltura”, che, a fronte delle crescenti, reiterate falcidie di alveari hanno da tempo preso atto dell’inefficacia dei presidi autorizzati, ne hanno dato debita comunicazione al Ministero, e hanno predisposto piani di lotta e/o indicazioni di utilizzo di altre molecole o metodiche e procedure di lotta.
- Il Ministero non ha alcuna conoscenza e interesse per le denunce, analisi e constatazioni, non solo delle associazioni apistiche, ma anche della ricerca scientifica apistica tutta, degli Istituti Zooprofilattici, delle Regioni, del Ministero dell’Agricoltura e di quello dell’Ambiente, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, come dell’EFSA, di tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno dato conto dello stato di crescente crisi sanitaria delle api in Italia e nel Mondo. Né tanto meno v’è alcuna conoscenza di quanto riportato sui media nazionali e internazionali, da anni, sulla crisi sanitaria delle api e crisi dell’apicoltura.
Nonostante tutto ciò lasci profondamente esterrefatti e rattristati non abbiamo alcuna intenzione di demordere: senza farci trascinare in stravaganti, burocratiche e capziose discussioni, ribadiamo la necessità di trovare soluzioni concrete perché sia diversamente affrontata e risolta la difesa degli allevamenti apistici nazionali.
L’U.N.A.API. e l’intero mondo apistico pertanto continueranno a proporre, che venga attivato un confronto costruttivo per condividere con le autorità veterinarie a ben altre responsabili scelte, sia nazionali che europee, per la difesa sanitaria degli allevamenti apistici!
Nell’attesa delle conclusioni ufficiali dell’EMEA del workshop di Londra del dicembre 2009, ci limitiamo a ribadire al Ministero della Salute, che gli apicoltori europei, e noi eravamo tra coloro che hanno formulato le richieste del Gruppo Miele del Copa-Cogeca, non hanno avanzato la richiesta di essere educati, bensì che:
- sia dichiarata l’emergenza sanitaria per le api in tutto il territorio dell’Unione Europea.
- Sia costruita una procedura specifica di omologazione dei medicinali per uso veterinario apistico, facilitando, anche provvisoriamente vista l’emergenza comune a tutta l’Europa, grazie alla possibile reciprocità delle autorizzazioni, l’accessibilità e l’utilizzazione dei presidi sanitari tra gli Stati membri, nel rispetto della salubrità dell’alveare, del prodotto e della sicurezza del consumatore
- Siano prioritariamente ricercati nuovi farmaci contro la varroasi.
- Non sia consentito l’utilizzo di antibiotici contro la peste americana delle api.
Il Consiglio di Amministrazione dell’U.N.A.API, 11 febbraio 2010, Novi Ligure.
Lettera inviata dal Ministero della Salute ad Unaapi
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