Ricerca. Agenti patogeni negli alveari: se si cercano si trovano
Un’indagine francese ha verificato con metodiche bio-molecolari la presenza e la carica infettante di 12 agenti infettivi nella Francia nord-occidentale. Sono stati campionati 5 alveari di 18 apiari per 4 volte nel corso del 2009. I patogeni sono risultati ampiamente diffusi negli apiari, senza correlazione significativa con la comparsa di sintomi di malattia, confermando i risultati di vari studi precedenti.
Il virus delle ali deformi (DWV), Nosema ceranae e Paenibacillus larvae (agente della peste americana) sono stati riscontrati con una prevalenza rispettivamente dell’84%, 71% e 66% delle colonie. Relativamente meno frequente invece il riscontro di Melissococcus plutonius (26%) e Nosema apis (5%). Per tutti i virus cercati sono state riscontrate prevalenze attorno al 50%, eccetto il virus della paralisi acuta (4%) ed il virus israeliano della paralisi acuta (24%).
Sull’isola di Ouessant, uno dei pochi territori europei ancora liberi da varroa, sono state riscontrata per la prima volta, grazie all’alta sensibilità della metodica PCR utilizzata, il virus delle ali deformi e lo strettamente correlato Varroa Destructor Virus 1. I due virus, la cui diffusione è collegata all’azione vettoriale della varroa, erano presenti con infezioni latenti asintomatiche, come rilevato alle Hawaii nel corso dell’invasione da parte del parassita (Martins et al., 2012, riportato in mieliditalia.it).

Gli autori non hanno riscontrato alcuna correlazione tra il riscontro di segni clinici e la carica di patogeni e nemmeno tra carica di patogeni e mortalità delle famiglie.
I risultati evidenziano la complessità della relazione colonia di api – patogeni, in cui la semplice presenza di un agente non significa lo sviluppo di malattia. Lo sviluppo di malattia è determinata dalla rottura dell’equilibrio tra patogeno ed api, in cui intervengono non solo, come è ovvio, carica e virulenza dei patogeni, ma anche caratteristiche genetiche della colonia, flora simbionte, qualità e quantità delle fonti nutrizionali e fattori esterni come pratiche apistiche, condizioni climatiche e l’azione di alcuni pesticidi (ultimo di una serie di lavori quello di Di Prisco et al., 2013 riportato in mieliditalia.it).
La diffusione degli agenti patogeni in assenza di sintomi di malattia rinforza l’idea che la salute delle colonie non deriva dall’assenza di agenti infettivi, che quasi mai si verifica, ma dal controllo continuo dei fattori di rischio che possono aumentarne la trasmissione e la patogenicità.
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