Grazie alle nuove pubblicazioni scientifiche, tra cui il rapporto scientifico di PAN Nord America (vedi notizia su mieliditalia.it), si stanno ponendo e sviluppando nuovi interrogativi nei grandi media statunitensi e mondiali.
Su Forbes il noto esperto di network, Mark Gibbs, constata come il preoccupante declino delle api, che comporta l’enorme rischio di mancata impollinazione delle piante che ci nutrono, è un fenomeno misterioso che tocca non solo le colonie di api allevate ma anche tutti gli impollinatori selvatici.
Ricorda quindi come cinque anni fa, ai primi allarmi della moria denominata CCD, in un suo articolo (To Be Proactive o non Bee) aveva rivolto ai lettori il quesito: se i cellulari sono responsabili, si sarebbe stati disponibili a rinunciare al loro utilizzo?
Ma si è accertato che la telefonia cellulare non è la causa.
Anche se le persone si sono dette disposte a rinunciare ai loro cellulari, la domanda che però, col senno di poi, andava formulata è: i fornitori di servizi cellulari sarebbero stati disposti a bloccare un business molto redditizio? Avrebbero posto l’ambiente al primo posto?
La stessa domanda ora va posta alle aziende dell’agrochimica e, ancor più specificamente, alla Bayer, uno dei principali produttori di pesticidi neonicotinoidi.
Tre studi recenti dimostrano infatti che gl’insetticidi sistemici, anche usati correttamente, comportano gravi conseguenze per le api.
Né va scordato che i prodotti della Bayer sono stati approvati dall’EPA per l’uso sulla base di uno studio finanziato dalla Bayer , che fu poi screditato dagli stessi ricercatori dell’EPA! (in proposito la relativa news su mieliditalia.it e l‘intervista all’apicoltore Tom Theobald)
Ci sono un sacco di prove che indicano i pesticidi della Bayer come uno , se non l’ agente eziologico del CCD .
Tra gli utili della Bayer e la possibile estinzione delle api, cosa scegliereste?
David L. Fischer, direttore della Bayer per la tossicologia ambientale e valutazionedei rischi, ha inviato una risposta al blog, postata anche sul sito Bayer.
In cui, fra l’altro, sostiene che la scienza avrebbe accertato che: “La moria di colonie d’api per CCD e d’insetti in generale, non sono correlati con i livelli di esposizione alle sostanze agrochimiche (van Englesdorp et al. 2009).”
Mark Gibbs con notevole pazienza gli fa notare come ciò che afferma sia totalmente falso.
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Il giornalista Wayne Anderson del quotidiano The Washington Times ha dedicato all’argomento un articolo.
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L’ American Museum of Natural History ha postato su YouTube un video, in cui s’additano i pesticidi quali causa comprovata scientificamente del CCD:
{youtube}oiu3gSb3YYQ{/youtube}
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La giornalista Anne Thompson ha prodotto un servizio per l’emittente televisiva staunitense NBC.
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L’esperto di alimentazione Tom Philpott, blogger di Mother Jones è stato invitato alla conferenza annuale di CropLife America, costituito dalle enormi aziende multinazionali: Monsanto, Dow, Bayer e Syngenta.
Questi alcuni degli elementi di riflessione proposti da Tom Philpott:
• I pesticidi neonicotinoidi della Bayer sono presenti quali concianti in oltre il 90% dei semi di mais, e di altre colture, degli Stati Uniti. E sono sempre più indicati come causa probabile del CCD delle api. Vedi il servizio di NBC News in Minnesota. Nel frattempo, il report di Columbus Dispatch racconta di morie simili nelle fattorie dell’Ohio, per cui gli apicoltori accusano i prodotti della Bayer.
• Ma l’obiezione più importante rispetto al settore agrochimico è la posizione dominante sul mercato. Come può un agricoltore piantare semi senza neonicotinoidi? Secondo un comunicato stampa di Pesticide Action Network, gli agricoltori del midwest si lamentano che è praticamente impossibile acquistare sementi non trattate. Nel contempo Monsanto trae dai semi geneticamente modificati una elevata redditività. Per massimizzare i guadagni per gli azionisti, la Monsanto investe parte importante dei suoi utili per proteggere il suo mercato verso le autorità che dovrebbero difendere l’interesse pubblico. Vedi i dati del Center for Responsive Politics.
Secondo i dati OpenSecrets.org, nei primi tre mesi di quest’anno, la Monsanto ha speso 1,4 milioni dollari di lobbying a Washington ed ha investito circa 6,3 milioni dollari in tutto lo scorso anno, più di ogni altra impresa agro-alimentare ad eccezione del tabacco

E gli investimenti dello scorso anno sembra abbiano “pagato” più che bene. Mentre tecnologia di Roundup Ready della Monsanto si è dimostrata incapace di fronteggiare le “piante resistenti superinfestanti”, l’USDA ha approvato incondizionatamente l’erba medica Roundup Ready, dopo aver suggerito delle forti e opportune limitazioni sulla coltura . L’USDA ha approvato anche la barbabietola da zucchero Roundup Ready.
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Il quotidiano inglese The Guardian, nella sua sezione scientifica, GRRLS Scientist The Guardian, ha dedicato un approfondito articolo alle recenti ricerche scientifiche che inchiodano i nuovi pesticidi quali causa del declino della vita.
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La trasmissione 24HORAS della rete televisiva nazionale cilena ha sviluppato e proposto un’approfondita inchiesta alla scomparsa delle api nel paese sud americano e nel Mondo.
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Infine al tema ha dedicato un articolo la giornalista Emanuela Di Pasqua sul Corriere della Sera dal titolo: I pesticidi sono i killer delle api regine
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