Concetti generali sulla lotta alla varroa
Per evitare danni alle famiglie che possono andare dalla minore produzione di miele al collasso durante la stagione attiva o agli spopolamenti in inverno è necessario effettuare trattamenti e/o applicare tecniche in grado di contenere la crescita della popolazione di varroa in una strategia annuale.
Tale strategia deve essere adattata alle condizioni climatiche locali e agli obiettivi ed indirizzi produttivi dell’allevamento apistico, considerando i seguenti aspetti:
- trattare prima che il livello di infestazione raggiunga livelli tali da danneggiare le famiglie: raggiunta una certa soglia c’è un aumento della circolazione di virus nelle famiglie (cfr. patogenesi) che continua a portare danni anche in seguito all’abbattimento della popolazione di varroa.
- trattare prima della nascita delle api invernali nei climi temperati (dove c’è un arresto invernale della deposizione): solo le api che non sono state parassitate durante lo sviluppo larvale hanno un’aspettativa di vita sufficiente ad arrivare alla primavera per allevare la nuova generazione di api (Amdam et al., 2004 – cfr. patogenesi). In caso contrario si possono verificare spopolamenti invernali più o meno importanti e giungere fino alla perdita delle famiglie.
- non trattare durante i flussi nettariferi per evitare l’inquinamento del miele.
- utilizzare un metodo di monitoraggio adeguato per definire il momento ottimare dei trattamenti, verificarne l’efficacia e riconoscere eventuali reinfestazioni.
- se possibile preferire acaricidi con composti naturali e le biotecniche.
- alternare i trattamenti con differenti modi di azione per rallentare e contrastare l’insorgenza di resistenze.
I primi quattro punti riguardano quando trattare: la tempistica nella gestione della varroa è un fattore chiave.
L’altro aspetto riguarda come trattare per minimizzare i residui (ed effetti collaterali) e contrastare le resistenze mantenendo un’efficacia adeguata: è possibile integrare varie operazioni di lotta sulla base dell’effettiva infestazione degli alveari secondo i principi della lotta integrata per massimizzare l’efficacia, e minimizzare l’uso di acaricidi ed i relativi effetti collaterali.
Interventi e trattamenti acaricidi contro la varroa
Quando nella colonia non è presente covata (es. in inverno nelle regioni temperete o in uno sciame o pacco d’ape di recente insediamento) tutti gli acari sono esposti ai trattamenti acaricidi. Lo sfruttamento del blocco invernale permette di effettuare un trattamento di grande efficacia (c.d. trattamento di pulizia) permettendo di iniziare la stagione con popolazioni di varroa molto esigue e di poter idealmente raggiungere la fine delle produzioni estive per trattare senza subire danni,
Al contrario normalmente durante la stagione attiva la maggior parte degli acari è protetta dall’esposizione alle sostanze acaricide all’interno della covata opercolata (solo l’acido formico penetra all’interno della covata raggiungendovi concentrazioni letali per la varroa). Pertanto sono stati messi a punto formulati a lento rilascio in grado di garantire la concentrazione terapeutica del principio attivo per la durata di almeno un ciclo di covata. In alternativa è possibile intervenire con particolari biotecniche per creare artificialmente la condizione di assenza di covata opercolata. I trattamenti eseguiti nella stagione attiva (c.d. trattamenti tampone) sono fondamentali per evitare danni durante la stagione e per invernare api sufficientemente sane (perché non parassitate) per poi arrivare al trattamento invernale con famiglie vive ed in buone condizioni.
“Comprare” tempo
Se si approssima la crescita esponenziale della varroa con un raddoppiamento costante ogni 23 giorni -non è corretto perché è un valore che cambia con il grado di resistenza dei ceppi di api e con il periodo stagionale, ma il ragionamento in prima approssimazione è valido- si può dire che a seconda dell’efficacia acaricida dei trattamenti tampone si riporta indietro il livello dell’infestazione di un numero di giorni proporzionale alla efficacia del trattamento stesso. Cioè più è efficace il trattamento e più si allontana il raggiungimento della soglia di danno economico.
Si riporta di seguito una tabella che esemplifica il concetto, nello scenario di raddoppiamento in 23 giorni, con infestazione iniziale di 3000 varroe e api non selezionate (da VanderDussen, 2006 – cfr. dinamica di popolazione):
|
efficacia del trattamento (%) |
tempo comprato (settimane) |
numero di varroe rimanenti |
| 99.9 | 30 | 3 |
| 99.8 | 27 | 6 |
| 99.61 | 24 | 12 |
| 99.22 | 21 | 23 |
| 98.44 | 18 | 47 |
| 96.88 | 45 | 94 |
| 93.75 | 12 | 188 |
| 87.5 | 9 | 375 |
| 75 | 6 | 750 |
| 50 | 3 | 1500 |
| 0 | 0 | 3000 |
Una conseguenza del ragionamento è che anche trattamenti con efficacia relativamente bassa, a seconda del livello di infestazione e degli obiettivi produttivi (per esempio rimandare un trattamento più efficace di un mese per effettuare nel frattempo un raccolto) possono essere strumenti validi. Per esempio un trattamento con timolo o con acido formico tra due raccolti possono aiutare a rimandare il trattamento estivo alla fine dei raccolti senza subire danni.
Trattamenti e interventi per la lotta alla varroa
Di seguito una panoramica dei trattamenti e degli interventi per la lotta alla varroa.
Biotecniche
Asportazione della covata maschile
Asportazione totale della covata
Trattamenti con oli essenziali
Trattamenti con acidi organici
Trattamenti con acaricidi sintetici
Interventi di efficacia variabile e incostante
Riferimenti
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