Al terzo controllo in un apiario di Melilli (provincia di Siracusa) sono stati rinvenuti la scorsa settimana due coleotteri adulti.
L’apiario era stato movimentato nella piana di Gioia Tauro per la produzione di miele di zagara, ed era rientrato a Melilli ad agosto.
Da quanto si deduce dalle corrispondenze (in inglese: 1 e 2 – corrispondenze pervenuteci per le vie traverse e non ancora ufficializzate) le autorità sanitarie intendono proseguire nella strategia di eradicazione con ulteriori roghi di alveari ed enorme estensione del blocco delle movimentazioni di apiari, come in Calabria.
Ma ha ancora un senso questo approccio? (la dimensione della riflessione e del dubbio evidentemente tarda a toccare e a permeare i responsabili veterinari nazionali…). Quando ci saranno forniti gli elementi obiettivi per cui c’è una qualche possibilità di successo nell’incaponirsi a perseguire l’obiettivo di eradicazione del parassita?
Aggiornamento, h 17,15 del 10 novembre: casi confermati -lista –, mappa caso di Melilli, Calabria e Sicilia mappa del “focolaio”
Pubblicato il decreto dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia, che ricalca i provvedimenti già assunti in Calabria.
Aggiornamento 11 novembre: pubblicata sul sito del CRN per l’apicoltura IZS Venezie una nota ministeriale risalente al 6 novembre, giorno prima del ritrovamento a Melilli, che sancisce l’inclusione delle intere province di Catania e Messina nell’area di sorveglianza, con blocco totale delle movimentazioni di api e bombi in uscita.
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