Sterminati dagli insetticidi migliaia e migliaia di alveari nelle zone agrumicole, in particolare dell’alta Calabria (piana di Sibari) e della Basilicata (Metaponto).
Dopo un avvio di stagione generalmente positivo gli apicoltori italiani si trovano ora di fronte a una nuova decimazione di alveari questa volta nel sud Italia.
L’avvio di stagione ha visto un andamento positivo con lo sviluppo vitale delle famiglie nel complesso non compromesso da insetticidi.
Questo è stato conseguente sia alla non utilizzazione di concianti neurotossici per il mais al nord e sia per l’elevata piovosità che nell’insieme dello stivale ha comportato da un lato il benessere della flora (e quindi delle api) e dall’altro grazie alla piovosità e umidità l’attutimento della “deriva” e dell’effetto tossico degli insetticidi e fungicidi, usati con sempre più gran copia su tutte le colture.
Si è quindi registrata una produzione: buona se non ottima di miele di acacia (in netta controtendenza rispetto al crollo produttivo del 2008), buona nel complesso di miele di agrumi (più tardiva e contenuta in Sicilia, abbondante e d’ottima qualità in gran parte della costiera ionica e adriatica del resto dello stivale) e sono partite con ottimali premesse le produzioni di mieli primaverili (miele di Sulla in particolare).
Dalla terza settimana di maggio si sono cominciati a constatare avvelenamenti sempre più consistenti di interi apiari negli areali agrumicoli del meridione, in particolare in quelli per produzione non “da industria” ma per la commercializzazione del prodotto ai consumatori (mandaranci e clementine).
Indiziati gravi sono gli insetticidi a largo raggio e micidiale efficacia il Lannate (recentemente posto fuori legge) e gli insetticidi a base di neonicotinoidi: Confidor e Actara usati sia per polverizzazione e sia per fertirrigazione.
Dopo anni di denunce e di solleciti la strage di decine di migliaia di alveari non è altro che una strage annunciata e largamente prevedibile.
D’altra parte i venditori di chimica con “permesso di uccidere” indicano irresponsabilmente l’uso di un’arma devastante come l’insetticida Actara proprio nella fioritura dell’arancio.

Con soddisfazione e speranza si è constatata l’attivazione dell’unità d’emergenza della rete di Apenet come quella di alcuni organi di pubblica sicurezza.
Colpisce al contrario la completa assenza delle locali ASL e Servizi Veterinari.
L’U.N.A.API. nell’esprimere tutta la propria attiva solidarietà alle locali associazioni territoriali apistiche che si sono attivate si è immediatamente fatta interprete del sentimento di sdegno e di assoluta ripulsa di tale modo di “fare agricoltura” e ha assunto l’iniziativa di una prima comunicazione alle autorità responsabili con una prima lettera al Mipaaf e alla Salute.
Il trattamento contro gli afidi degli agrumi (causa delle mortalità registrate), nel depliant dell’”Actara” della Syngenta (vedi allegato alla voce “Agrumi”) è espressamente indicato in fioritura!
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