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Api / Agricoltura / Ambiente

San Rossore: dove non volano le api

 8 febbraio 2009

Seminario del Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Toscana

Dove non volano le api
Sabato 24 gennaio 2009
Tenuta Presidenziale di San Rossore, Pisa – Sala Gronchi

GRANDE PARTECIPAZIONE DI APICOLTORI E TECNICI AL CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA A SAN ROSSORE IL 24 GENNAIO.

Già il titolo del seminario era tutto un programma. Il dibattito che si è sviluppato è stato sicuramente all’altezza, impossibile riportare nel sintetico spazio disponibile tutti i contenuti….

 

…delle numerosissime relazioni.
Anzi, se un limite c’è stato, nell’organizzazione della giornata di lavoro, è stato quello dei forse troppo numerosi relatori, alcuni dei quali, inoltre, hanno fatto interventi di routine, non all’altezza del livello del convegno.
Molto importanti sono stati, invece, i punti fissati con estrema lucidità dai principali interventi, proviamo a riassumerli:

IL QUADRO ESTREMAMENTE ALLARMANTE

Le arnie si stano svuotando, in Italia come e più che altrove, con una mortalità annua che raggiunge quasi il 50% nel 2007, punta più alta nell’Unione europea, come ha spiegato Jane Richardson, dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), mentre la mortalità normale non arriva al 15% annuo. La produzione del miele, che è solo un aspetto immediatamente evidente, è in calo costante del 10-15% l’anno. La Toscana è fortemente colpita, con perdite di alveari negli ultimi anni che variano dal 50 al 70% e arrivano in alcuni casi fino al 90%.
Richardson ha ricordato il progetto comunitario di ricerca sulle morie “Koloss”. Sottolineando l’opportunità di un maggior coinvolgimento, come referenti, di Una api e delle Associazioni Apistiche italiane.

IL PUNTO VERO NON E’ COSTITUITO SOLO DAL PROBLEMA DELLA SALVEZZA DELLE API

La mitica Astrid Lulling, la parlamentare europea promotrice dell’ Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Europea per richiedere politiche e stanziamenti comunitari in difesa delle api, ha ancora una volta sottolineato con grande lucidità che il problema non è quello della produzione del miele. Il miele si può importare, ma l’impollinazione è insostituibile: interessa il 75% della produzione alimentare destinata al consumo umano, incide per 105 miliardi di euro ogni anno, rappresenta il 40% dell’economia mondiale, è necessaria alla diffusione delle piante non coltivate dall’uomo, riguarda l’84% delle specie vegetali coltivate in Europa. Come si capisce, dunque in gioco c’è la sopravvivenza degli ecosistemi, che senza l’impollinazione degli insetti non potrebbero garantire la biodiversità e sarebbero condannati a gravi processi di desertificazione; in gioco ci sono inoltre la maggioranza delle produzioni alimentari e per questo in definitiva in gioco è la stessa esistenza umana. La crisi ambientale, denunciata dalle morie delle api, ha concluso la Lulling, ci pone di fronte ad una crisi più preoccupante per vastità e profondità di quella che ha colpito l’economia globale”.

L’IMPEGNO DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AGRICOLTURA

Laurent Lourdais, della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea, convenendo sull’analisi fatta sulle caratteristiche della crisi e su come questa minacci dirttamente le produzioni agricole, oltre a descrivere gli interventi di sostegno già attivati dalla Ue (reg 1234), condividendo la preoccupazine sugli effetti negativi per l’agricoltura che sarebbero provocati dalla scomparsa delle api, ha indicato sia la possibilità/opportunità di attivare nuovi canali di accesso ai fondi comunitari per l’apicoltura, a partire dagli stessi stanziamenti Pac, sia la disponibilità ad attivare altre misure di sostegno per il settore e per la ricerca.

LA SCOMPARSA DELLE API NON E’ PROVOCATA DA UNA EPIDEMIA

Centrale l’intervento di Francesco Panella, Presidente Una api e Vicepresidente del Gruppo Miele del Copa-Cogeca (l’organizzazione europea dei produttori). Panella ha proposto, con un intervento appassionato, la necessità di un ribaltamento nella lettura del fenomeno delle morie di api.
Fino ad oggi politici, ricercatori, ma anche noi stessi apicoltori, tutti hanno affrontato le morie con l’ottica della causa/effetto. Si è pensato e agito come se si trattasse di un’epidemia e quindi si è cercato il “colpevole” e il “rimedio”.
In realtà siamo di fronte a un fenomeno complesso, nel quale agiscono assieme i tradizionali patogeni e parassiti delle api, ma anche e soprattutto i gravi squilibri ambientali provocati dall’azione dell’uomo sia con l’inquinamento, causa dei profondi cambiamenti climatici che minano il ciclo vitale delle api, sia con le attività dell’agroindustria che in tutto il mondo si è resa colpevole della distruzione della biodiversità con le monoculture e dell’avvelenamento degli ecosistemi agricoli con l’utilizzo della chimica e degli ogm. L’influenza di questi fattori nel fenomeno delle morie è determinante, per questo è un errore continuare a cercare “un rimedio”.
Solo un cambiamento profondo delle attività agricole e industriali, mirato alla salvaguardia e al ripristino degli equilibri naturali, può consentire il superamento della grave crisi dell’apicoltura, che investe oramai tutti i continenti del mondo, ma soprattutto può consentire un futuro per le produzioni agricole alimentari.

L’IMPEGNO DELL’ARSIA NELL’INTERVENTO DI GRAZIA MAMMUCCINI

L’Amministratore dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo, Grazia Mammuccini, condividendo l’allarme lanciato dai vari relatori, ha ringraziato le associazioni degli apicoltori per la caparbia denuncia del fenomeno delle morie e per la lotta contro gli insetticidi neurotossici.
Le vostre iniziative hanno sottolineato la necessità che la Toscana riprenda il ruolo leader fra le regioni italiane impegnate ad affermare una agricoltura sostenibile.
L’impegno della regione contro gli Ogm e in favore della biodiversità, resterebbero monche se non riprendesse un serio impegno per una agricoltura non più totalmente dipendente dalla chimica. Mammuccini ha chiesto ai numerosi ricercatori presenti un impegno concreto in questa direzione, offrendo la massima disponibilità dell’Agenzia sia attivando risorse proprie che coordinando progetti per ottenere finanziamenti comunitari.

COLTIVARE IL FUTURO!

“Più risorse e subito”, ha esordito nelle conclusioni Aldo Manetti, presidente della commissione Agricoltura “Più risorse e subito da investire in tre direzioni: ricerca, sostengo agli apicoltori in difficoltà e incentivi per un’agricoltura eco-sostenibile. Coltivare il futuro, deve essere questo il filo conduttore di un modo nuovo di fare agricoltura nel rispetto della biodiversità. L’azione della Regione deve proseguire in continuità con i risultati ottenuti dalla Toscana nel 2008, con la risoluzione in Consiglio regionale, con la pressione sul Governo per arrivare alla sospensione dell’uso dei pesticidi, fino alla proposta di legge regionale sull’apicoltura ora all’esame in commissione”.

Andrea Terreni
Vicepresidente Unaapi

Invito

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