Apiari falcidiati dal nosema in vasti aerali sardi e piemontesi. Inverno con conseguenze pesanti in varie regioni d’Italia.
Giuseppe Caboni, dalla provincia di Cagliari, ci comunica che:
“Ai primi sporadici controlli in gennaio…
sembrava che finalmente si potesse arrivare in primavera con una ottima situazione, scorte abbondanti, api che coprivano almeno 7 telai ecc. Poi i fatidici due mesi di brutto tempo hanno bloccato tutte le fioriture, il mandorlo invece che fiorire come solitamente a metà gennaio è fiorito negli ultimi giorni di febbraio e non dappertutto per non parlare dell’asfodelo ecc.
Ai primi veri controlli si e presentata una situazione da film dell’orrore, solo 2 su 45 postazioni dell’azienda negative al controllo delle spore, il livello delle spore variava dal migliore dei casi (pochi…) 4 milioni, ai peggiori, con estremi di 70/80 milioni. Da circa 2 settimane stanno arrivando le segnalazioni da diversi apicoltori che sembrano bollettini di guerra, nella zona di Uta 2 apicoltori hanno perso il 90% delle api diagnosticate anche dal veterinario della zona, altri 3 apicoltori della zona denunciano perdite nel ordine del 40-60% . Badare bene che sto citando solo di chi ha presentato la denuncia che, oltretutto, fa paura a molti, in quanto significa dover seguire un iter di polizia veterinaria non da scherzo, con blocco della postazione, distruzione degli alveari infetti, ecc., che in relazione alla stupidità della norma fa desistere anche il più fiducioso degli apicoltori.
Anche da svariate zone del Nord Italia ci stanno pervenendo segnalazioni analoghe ed assai preoccupanti.
Allegata la Relazione di G. Caboni ai referenti istituzionali (pdf 18 kb){jcomments on}
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