Due lavori tedeschi, appena pubblicati sulla rivista Environmental Microbiology apportano importanti contributi alla conoscenza della patogenesi di Paenibacillus larvae, l’agente eziologico della peste americana.
Il primo studio (Garcia-Gonzalez e Genersch, 2013) dimostra che i batteri della peste americana sono in grado di metabolizzare lo strato chitinoso dell’intestino delle larve di ape che difende l’epitelio. Passata la barriera possono quindi attaccare le cellule epiteliali, direttamente o tramite tossine. Il secondo studio (Fünfhaus et al., 2013) identifica due tossine che si ipotizza possano costituire degli importanti fattori di patogenicità del genotipo ERIC 1, il meno virulento a livello di singola larva, che dà i classici quadri con morte delle larve dopo l’opercolatura. Il genotipo ERIC 2, responsabile di forme atipiche in cui la larve muoiono precocemente prima dell’opercolatura (Genersch, 2010), non produce le tossine ma esprime una proteina superficiale che permette l’adesione alle cellule dell’epitelio intestinale (Poppinga et al., 2012).
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