Con l’arrivo dell’acaro nelle isole Hawaii è aumentata drammaticamente la circolazione di un particolare ceppo del virus delle ali deformi, associato con il collasso delle colonie di api.
A causa della presenza ormai globale di Varroa destructor scarseggiano i dati sulla diffusione e sull’impatto dei virus sulle colonie di Apis mellifera nelle aree di assenza del parassita. E’ ormai noto che l’acaro svolge il ruolo di vettore di alcuni virus, permettendone la replicazione ed aggirando le difese dell’ape inoculandoli direttamente nell’emolinfa.
L’arrivo del parassita alle Hawaii nel 2007 ha offerto un’occasione unica per seguire l’impatto di varroa sulla dinamica virale. E’ quanto ha fatto il gruppo di studio coordinato dal prof. Martins dell’Università di Sheffield con altri ricercatori dell’Università delle Hawaii e del FERA; il loro lavoro è stato pubblicato sul numero 336 (8 giugno 2012) della prestigiosa rivista Science. I ricercatori hanno indagato come evolveva la circolazione del virus delle ali deformi (DWV) e di altri quattro virus (virus del Kashmir – KBV, virus della paralisi lenta – SPV, virus della paralisi acuta – ABPV, virus israeliano della paralisi acuta – IAPV) nei primi anni di diffusione del parassita.
Lo studio è incominciato nel 2009, quando gli apiari dell’isola di Oahu erano ormai da due anni infestati da varroa, l’isola maggiore era appena stata raggiunta mentre il resto dell’arcipelago era indenne.
La prevalenza di DWV è passata in due anni dall’insediamento del parassita da 6-13% a 75-100% e la carica virale è aumentata di un milione di volte, da meno di mille copie del virus per ape a oltre un miliardo. Inoltre mentre nelle isole indenni da varroa coesistevano diversi ceppi di DWV, laddove si è diffuso il parassita un ceppo in grado di replicarsi efficacemente nell’acaro ha preso il sopravvento in circa due anni. Tale lasso di tempo corrisponde a quello intercorso in Gran Bretagna e Nuova Zelanda tra l’introduzione dell’acaro ed il collasso delle colonie.
Secondo gli autori l’apparente mancanza di correlazione tra la varroa e gli altri virus studiati potrebbe essere dovuto al maggior periodo necessario perché questi possano avvantaggiarsi dell’azione vettoriale dell’acaro.
Lo studio ha il merito di far ulteriormente luce sul meccanismo patogenetico di varroa.
DWV solo raramente causa mortalità degli alveari in assenza del vettore, ma l’acaro lo trasforma in un patogeno altamente virulento, probabile causa della perdita di milioni di colonie laddove coesiste con varroa.
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