Pseudo “Apicoltore” preso con le mani nel sacco. Sequestrati ingenti quantitativi di pappa reale cinese venduta come biologica italiana, miele di origine serba commercializzato come miele biologico italiano e propoli con denominazione illecita Propoli “D.O.C.”.
Il Comando dei Forestali di Bari, congiuntamente a personale dei comandi di Ancona e Milano, ha smascherato la frode di prodotti dell’alveare esteri capillarmente commercializzati in Italia come prodotti biologici italiani. Sequestro dei prodotti della ditta su tutto il territorio italiano.
Vedi news e comunicato stampa del Corpo Forestale dello Stato
Francesco Panella, presidente dell’Unione degli apicoltori italiani – Unaapi – ha dichiarato:
“Fatto salvo il diritto alla difesa fino alla condanna definitiva, le informazioni divulgate dal Corpo Forestale ci consentono già di affermare che questa operazione di polizia ha colpito al cuore uno dei canali che, nel contempo, froda sia i consumatori, sia i produttori onesti e che infanga l’immagine degli alimenti italiani di qualità. Illegalità, frode e adulterazione non sono infatti prerogativa solo di competitor esteri, ma si annidano in pieghe malsane e disoneste dello stesso sistema agroalimentare nazionale.
A quanto è stato comunicato, questo soggetto spacciandosi abilmente per “apicoltore” e “produttore in prima persona” traeva in inganno sia sull’origine nazionale, sia sul metodo di produzione biologico e sia infine sulla valenza territoriale regionale (Km 0).
Agli illeciti e lauti guadagni di questi personaggi fanno da contrappunto il grave danno ai consumatori accoppiato al fango sui prodotti di alta qualità italiani. Tutto ciò rischia di tagliare le gambe proprio ai produttori apistici onesti, che i più che sudati margini se li conquistano faticando, ottenendo e proponendo l’eccellenza dei territori.
Vivissimi e sentiti complimenti al Corpo Forestale dello Stato che una volta di più dimostra di difendere non solo la legalità ma riconferma l’eccezionale qualità, se non unicità, del controllo pubblico nel mercato alimentare italiano.
Auspico che questa vicenda induca a un ulteriore incremento dei controlli pubblici di tutti i prodotti apistici. I consumatori e gli apicoltori italiani non potranno che trarne giovamento e piena soddisfazione.
Auspico che sia reso finalmente obbligatorio per legge, come per il miele, anche per pappa reale e polline dichiararne in etichetta l’origine territoriale, quest’obbligo aiuterebbe non poco a smascherare i frodatori”.
Daniele Greco, a nome di tutti gli apicoltori associati all’ Associazione Regionale Apicoltori Pugliesi – ARAP – ha dichiarato:
” Esprimo il massimo apprezzamento per l’attività del Corpo Forestale dello Stato, quanto emerso dai controlli è di una gravità inaudita. L’importante e storica tradizione apistica della nostra regione proprio negli ultimi anni ha visto un nuovo e importante sviluppo. L’unicità dei nostri pascoli apistici, la continuità di fioritura primaverile di variegati pollini hanno consentito l’insediamento di molte nuove, giovani e vitali aziende produttive apistiche; specializzate nella produzione, oltre che di mieli tipici, di pollini, pappa reale e pacchi d’api. L’inganno ai consumatori, lo sfregio e l’insulto ai produttori onesti non sono e non possono essere in alcun modo “capiti” come “astuzia per necessità” ma vanno qualificati per quello che sono: atti criminali. Come tali auspichiamo siano individuati, adeguatamente perseguiti e punititi. Certo l’insozzamento dell’immagine delle produzioni apistiche regionali lascerà la sua laida scia, ma da ciò tutti gli apicoltori pugliesi onesti trarranno nuova spinta e motivo per prodigarsi nel produrre e proporre sul mercato le eccellenze apistiche della nostra Puglia”.
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