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Nuovo DM, arriva il miele di qualità certificata: una svolta per l’apicoltura italiana

Nuovo DM, arriva il miele di qualità certificata: una svolta per l’apicoltura italiana

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha notificato alla Commissione europea la bozza del decreto ministeriale che introduce le Specifiche per la produzione di Miele di Qualità Certificata nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ).

Si tratta di un risultato particolarmente significativo per il settore apistico nazionale, frutto di un lungo lavoro tecnico e istituzionale portato avanti da Unaapi, che negli ultimi 2 anni ha contribuito in modo determinante all’elaborazione del disciplinare e alla definizione dei requisiti necessari per riconoscere e valorizzare le produzioni di miele che presentano standard qualitativi superiori rispetto alle norme commerciali correnti.

Il disciplinare definisce un sistema di certificazione volontario, con controlli affidati a organismi indipendenti di terza parte, che punta a valorizzare un miele ottenuto secondo criteri di produzione e di conservazione che garantiscono una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, alla tracciabilità e alla qualità oggettiva del prodotto.

Una certificazione che premia competenza e responsabilità

La certificazione è accessibile per gli operatori della filiera che rispettano le regole previste dal disciplinare e scelgono di sottoporsi al sistema di controllo. Nessun obbligo per gli apicoltori, ma un’opportunità concreta per le aziende che intendono distinguersi sul mercato attraverso una certificazione riconosciuta e verificata da organismi indipendenti.

La filosofia del provvedimento è chiara: offrire uno strumento in grado di evidenziare il valore aggiunto di produzioni che già oggi si distinguono per attenzione alla qualità, al territorio e alle corrette pratiche apistiche.

Qualità superiore, dalla gestione dell’alveare al vasetto

Come anticipato il nuovo disciplinare riconosce come Miele Qualità Certificata un prodotto dalle caratteristiche distintive in funzione dell’areale produttivo, dei processi di lavorazione e delle caratteristiche finali del prodotto, dunque alcune tra le principali prescrizioni previste sono:

  • Il tenore di acqua non può superare il 17% mentre il contenuto di idrossimetilfurfurale HMF non può superare i 15 mg/kg al momento dell’invasettamento e 35 mg/kg al momento della commercializzazione o distribuzione
  • l’estrazione può avvenire esclusivamente mediante centrifugazione;
  • sono vietati trattamenti termici superiori a 40°C e non sono consentite pastorizzazione o sterilizzazione.

Il disciplinare introduce parametri fisico-chimici particolarmente rigorosi; tra questi la somma dei residui totali degli acaricidi autorizzati contro la Varroa destructor non può superare 0,03 mg/kg, mentre per il biologico resta valido il limite più restrittivo già previsto dalla normativa di settore.

Un altro elemento centrale per accedere alla certificazione è il rispetto di procedure documentate lungo tutta la filiera, dall’allevamento delle api fino alla commercializzazione del prodotto. Per il consumatore questo significa poter acquistare un miele con garanzie aggiuntive sull’origine, sulle modalità produttive e sul mantenimento delle caratteristiche naturali del prodotto.

Un’opportunità per il settore apistico

L’introduzione del Miele Qualità Certificata rappresenta una novità strategica per l’intera filiera. La certificazione potrà infatti:

  • valorizzare economicamente le produzioni di qualità;
  • differenziare il miele italiano sui mercati nazionali ed esteri;
  • rafforzare il legame tra prodotto e territorio di origine;
  • offrire maggiori garanzie ai consumatori;
  • sostenere iniziative promozionali dedicate al miele certificato SQNZ;
  • favorire una migliore redditività delle imprese apistiche.

Si tratta, in sostanza, del primo vero strumento nazionale pensato per riconoscere e comunicare in modo oggettivo quelle caratteristiche qualitative che molti apicoltori italiani già perseguono quotidianamente attraverso buone pratiche di allevamento, lavorazione e conservazione del miele.

Ora la fase europea

La bozza di decreto è stata notificata alla Commissione europea ed è attualmente sottoposta al periodo di standstill, che terminerà il 14 ottobre 2026. Si tratta della fase prevista dalle procedure europee durante la quale la Commissione e gli altri Stati membri possono esaminare il testo e formulare eventuali osservazioni prima della sua adozione definitiva. In assenza di osservazioni ostative, il percorso potrà quindi avviarsi verso l’approvazione definitiva.

Per Unaapi si tratta di un traguardo importante, raggiunto dopo anni di confronto tecnico e istituzionale, che apre finalmente la strada a una certificazione capace di valorizzare non soltanto l’origine del miele, ma anche il lavoro, la competenza e l’attenzione quotidiana di apicoltrici e apicoltori che seguono con scrupolo ogni fase della produzione. Un impegno che accompagna l’intero percorso del miele, dalla gestione degli alveari fino al confezionamento, e che ora può essere riconosciuto e comunicato in modo più chiaro e oggettivo al consumatore.

Scarica il disciplinare completo

Invitiamo tutti gli apicoltori, i tecnici e gli operatori della filiera a leggere il testo integrale del disciplinare Miele Qualità Certificata – SQNZ, uno strumento che ci auguriamo diventi presto un riferimento per lo sviluppo futuro dell’apicoltura italiana.

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