Istituzioni e concianti del mais: il porto delle nebbie!
Mentre le prove continuano ad accumularsi si evidenzia sempre più il tentativo di intorbidare le acque per non dover trarre le dovute conseguenze.
Alla riunione del 22 aprile al Mipaaf a seguito della manifestazione degli apicoltori a Roma davanti al Ministero, riunione cui erano invitati alcune Regioni, Agrofarma, le Associazioni apistiche e alcuni Istituti di ricerca, il dottor Ambrosio del Mipaaf aveva concluso l ‘ incontro con le seguenti iniziative finalizzate alla miglior conoscenza del fenomeno:
predisposizione, da parte del CRA-Apicoltura, di una relazione che individui:
- le possibili cause dello spopolamento indicando, eventualmente, l ‘ incidenza relativa delle singole cause;
- l ‘ esistenza di connessione tra semine di mais conciato e spopolamenti;
- indicazioni sull ‘ utilità agronomica della concia delle sementi e sulla reperibilità sul mercato di sementi non conciate;
ed assunto i seguenti impegni:
- predisposizione, sulla base della documentazione appena citata, di una relazione per il Ministro contenente la proposta delle misure da adottare;
- attivazione di un progetto di monitoraggio che contempli sia le variabili ambientali che quelle apistiche.
Qualcuno ha visto qualcosa di tutto ciò? Dov’è, se c’è, la relazione del CRA-Apicoltura? Chi conosce il testo della comunicazione inviata da vari responsabili veterinari della Lombardia e del Veneto e dal CRA- Apicoltura ai Ministeri della Salute e dell’Agricoltura? Chi e come sta predisponendo il monitoraggio? Quali iniziative e/o considerazioni sono state portate alla conoscenza dell’opinione pubblica e delle associazioni degli apicoltori?
Nulla di nulla se non la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto beffa che (sulla base di una riunione del luglio 2007 fatta per negare l’evidenza dei fatti con la scusa della mancanza di “evidenze scientifiche”) predispone la rietichettatura dei prodotti incriminati.
A fronte del diluvio oramai innegabile di “evidenze scientifiche”, ciò a cui starebbero dedicandosi alacremente alcune istituzioni e Agrofarma è la ricerca della soluzione per poter ancora consentire l’autorizzazione d’uso di tali preparati.
All’indecenza non sembra esservi limite di sorta!
Francesco Panella 16 luglio 2008
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