Miele con Thiacloprid: Gli apicoltori europei si oppongono all’innalzamento dei limiti massimi residuali (continua…)
Recentemente la molcola neonicotinoide Tiacloprid è stata accertata in miele di colza prodotto in Germania. A fronte di tale grave evidenza la Commissione e gli Stati membri Ue hanno deciso di aumentare a 0,2 mg / kg il limite massimo dei residui di thiacloprid nel miele.
La conseguenza diretta è che api, impollinatori e persone saranno esposti a concentrazioni ancora più elevate di questo insetticida neonicotinoide. Per quanto riguarda le api, questo aumento dei livelli di thiacloprid rappresenta una soglia maggiore rispetto a quella di altri pesticidi che producono effetti tossici. Mettendo a rischio la vita di api e impollinatori, questa decisione potrebbe compromettere la biodiversità e quindi la produttività nelle zone agricole. Inoltre, pregiudicherà l’immagine del miele come prodotto sano, nutriente e senza pesticidi.
Scarica il Comunicato Stampa di Bee Life in inglese e francese
Il 15 aprile 2016, il Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali – alimentazione animale ha approvato un emendamento, proposto dalla Germania, per innalzare i limiti massimi residuali di thiacloprid nel miele. Il thiacloprid è un neonicotinoide non ancora soggetto a restrizioni d’utilizzo, a differenza di altre molecole come imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam. Questa decisione è stata portata subito al voto, senza che venisse prima convocata una seduta di discussione. Inoltre, sono stati coinvolti nella presa di decisione degli esperti fitosanitari anzichè esperti in residui chimici e sicurezza alimentare. Francia e Slovenia si sono astenute dal voto.
Questo apparentemente insignificante cambio nel regolamento costituisce una seria minaccia per la salute dei cittadini europei: il thiacloprid è stato inserito nella lista delle sostanze cancerogene (classe 2) e repro-tossiche (classe 1b) dall’Agenzia Europea per le sostanze chimiche (ECHA). Non solo, l’aumento dei limiti massimi residuali del thiacloprid nel miele mette a rischio le api e l’intero settore apistico.
Francesco Panella, Presidente di Bee Life, ha affermato:
“Questo non è che un altro esempio di come la società sia costretta a pagare i costi sanitari e ambientali, mentre le aziende traggono profitti economici. Mostra anche la mancanza di una visione olistica della Commissione sull’uso di pesticidi. Aumentare i livelli massimi residuali dei pesticidi nel miele pone il profitto al di sopra della salute dei consumatori, del rispetto ambientale e della produttività agricola. Esporre le api e gli impollinatori a un rischio ancora maggiore è immorale e poco pratico. L’Unione Europea da un lato si batte contro gli interferenti endocrini e chiede alle industrie di eliminare i PCB e gli ftalati dai loro prodotti, dall’altro incoraggia gli agricoltori allo spandimento nei campi di un altro distruttore endocrino e moltiplica per quattro il dosaggio di “precauzione” per il consumo umano, come se fosse possibile definire un dosaggio che non costituisca alcun rischio. Noi apicoltori senza dubbio siamo soggetti alla perdita di fiducia dei consumatori nella purezza dei nostri prodotti; dobbiamo affrontare costi sempre più alti per le analisi di laboratorio e sopportare più casi di avvelenamento e morte delle nostre api. Noi – cittadini europei – siamo nuovamente testimoni del declino della qualità ambientale in quanto a aria, acqua e cibo. Grazie a chi prende le decisioni politiche!”{jcomments on}
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