Importante Risoluzione sull’apicoltura del Parlamento Europeo
(7 novembre 2010)
Il Parlamento Europeo, dotato oramai di poteri di co-decisione, assumerà nel mese di novembre un
importante impegno per elevare la qualità del sostegno all’apicoltura.
L’Unaapi, che ha fornito la più piena collaborazione all’elaborazione, ringrazia calorosamente l’Europarlamento; in particolare il Presidente della Commissione Agricoltura del P.E., On. De Castro, la relatrice On. Lulling come tutti gli Europarlamentari italiani, dei vari raggruppamenti, che si sono attivati a sostegno dell’ importante iniziativa.
La risoluzione contiene un analisi complessiva della situazione del comparto e prevede diversi assi di azione e di sostegno all’apicoltura che sono sommariamente citati nel comunicato stampa del Parlamento.
L’Unaapi ha partecipato attivamente all’iniziativa europea apistica d’intensa relazione, coordinata dal Gruppo Miele del Copa Cogeca, e saluta quindi con grande soddisfazione tale importante risultato.
L’Unaapi nell’esprimere l’auspicio che tale atto istituzionale preluda a modifiche e miglioramenti sostanziali delle politiche comunitarie, specie sulla valutazione degli effetti dei nuovi pesticidi e sull’avvio di una specifica politica veterinaria, ringrazia calorosamente e condivide pienamente l’analisi e l’insieme delle azioni individuate come necessarie dal Parlamento Europeo.
Il testo della Risoluzione è piuttosto lungo, per questo motivo proponiamo un sunto degli elementi principali.
Il Parlamento Europeo prende atto che:
– l’apicoltura fornisce un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, ed è modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico;
– l’agricoltura necessita dell’impollinazione delle api come impollinatori. La FAO ha lanciato, infatti, un avvertimento allarmato alla comunità internazionale sulla riduzione del numero d’insetti impollinatori, quando l’84% delle specie vegetali e il 76% della produzione alimentare d’Europa dipende dall’impollinazione delle api;
– le drammatiche difficoltà e perdite che il settore vive in tutto il mondo a causa di una sinergia di fattori: le malattie delle api, l’indebolimento del loro sistema immunitario, il cambio climatico, i cambiamenti d’uso del suolo e l’aumento delle monocolture che determinano mancanza di risorse mellifere per le api, nonché l’uso di prodotti fitosanitari e tecniche agricole non sostenibili;
– i rischi per cui Apis mellifera rischia di divenire una specie in via di estinzione;
– sono necessarie ulteriori ricerche per evitare che come in altre parti del mondo, il declino degli impollinatori naturali comporti spese produttive supplementari per i coltivatori;
– il 40% del mercato del miele europeo dipende dalle importazioni, con importanti sofisticazioni nel mercato globale;
– è necessario costruire una migliore cooperazione tra gli Stati membri e le associazioni di apicoltori, anche per la mancanza d’omogeneità di rilevazione e sostegno tra gli Stati membri;
– gli Stati membri sono tenuti a garantire che, dal 1 ° novembre 2010 in poi, misure di mitigazione del rischio per i prodotti fitosanitari e programmi di monitoraggio per verificare l’esposizione diretta e indiretta delle api a determinati principi attivi.
Il Parlamento Europeo quindi accoglie la relazione della Commissione del 28 maggio 2010; ma invita la Commissione a:
– rispondere positivamente alle richieste sia degli Stati membri e degli operatori, per il miglioramento dei dati statistici quali quantitative sulle produzioni, e al miglioramento e armonizzazione del monitoraggio e dei programmi di ricerca per l’apicoltura;
– migliorare le regole in materia di etichettatura di origine del miele per evitare informazioni fuorvianti per i consumatori soprattutto sulle miscele di mieli UE e non UE;
– potenziare l’armonizzazione dei controlli alle frontiere, per contrastare l’adulterazione e le distorsioni del mercato;
– considerare obbligatoria la consultazione di apicoltori da parte delle autorità europee e nazionali per l’elaborazione dei programmi di sostegno all’apicoltura;
– elaborare programmi sulla base registrazioni del numero di alveari, piuttosto che su stime.
– trovare efficaci cure veterinarie per il contrasto di varroa e delle varie malattie;e a definire, quindi, orientamenti comuni in materia di cure veterinarie nel settore, per cui è vitale la cooperazione con le organizzazioni degli apicoltori;
– adeguare l’attività e le risorse per una politica veterinaria europea che tenga nel debito conto della specificità di api e apicoltura, in collaborazione con le organizzazioni degli apicoltori.
– migliorare il coordinamento dei vari programmi di ricerca svolte negli Stati membri incluse pratiche agricole sostenibili, impollinatori-friendly, evitando le monocolture in successione;
– attivare la ricerca indipendente e tempestivo sugli effetti dei prodotti fitosanitari, per esempio la concia dei semi, le colture geneticamente modificate e la diffusione delle tossine attraverso il polline;
– mantenere l’attuale sostegno all’apicoltura anche dopo il 2013.
– garantire il sostegno finanziario per l’educazione, campagne di informazione e formazione di nuovi apicoltori professionale, con particolare incoraggiamento a giovani apicoltori.
– studiare e mettere in atto, di concerto fra Stati membri, servizi veterinari e organizzazioni apistiche di un piano veterinario per la difesa degli allevamenti apistici europei, garantendo l’accesso ai farmaci veterinari, finanziati dal settore veterinario;
– migliorare il coordinamento e il trasferimento di conoscenze tra la ricerca scientifica applicata, l’apicoltura e agricoltura.
– considerare gli effetti dei prodotti fitosanitari sull’insieme dell’ alveare; secondo gli orientamenti già assunti per la messa a punto di protocolli di valutazione dei rischi che tengano conto dell’esposizione diretta e indiretta delle api a questi prodotti, in particolare attraverso nettare, polline e acqua.
– seguire un approccio globale e sostenibile nella sua futura elaborazione di attuazione dei regimi di aiuti comunitari nel settore dell’apicoltura, in particolare lo sviluppo rurale, il cambiamento climatico e la biodiversità, in particolare sostenendo misure per mantenere e ampliare i pascoli fioriti.
– sostenere il settore dell’apicoltura europea in maniera ancora più ampia e coerente con altre azioni della PAC, quali quelle per la biodiversità, mitigazione del cambio climatico, conservazione delle culture e tradizioni nazionali, salvaguardia e miglioramento della qualità del mercato dei prodotti dell’apicoltura;
– coordinare i programmi nazionali per i requisiti di etichettatura per l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari, nonché i programmi di monitoraggio di esposizione per i prodotti fitosanitari.
– promuovere la vendita diretta dei prodotti dell’apicoltura sul mercato locale.
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