Iniziativa dell’U.N.A.API. sulla normativa inerente l’etichettatura del Miele di Bosco. L’Unione degli apicoltori contesta il contenuto della recente circolare del MIPAF sia nel metodo e sia, più che altro, nel merito.
Con articolate argomentazioni si propone una revisione della posizione assunta dal Ministero.
La posizione espressa dai produttori italiani si sviluppa nell’ambito di un presa di posizione che vede il coinvolgimento dei diversi settori rappresentativi dell’intera filiera del miele.
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Direzione Generale per la Qualità dei Prodotti Agroalimentari
e la Tutela del Consumatore
QTC IX – Produzioni Animali
Via XX Settembre 20
ROMA
Novi Ligure, 20 aprile 2005
Oggetto: Circolare MiPAF n. 1 dell’otto marzo 2005- applicazione del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 179, concernente produzione e commercializzazione del miele.
In merito alla Circolare MIPAF n. 1 dell’otto marzo 2005 esprimiamo apprezzamento sulla precisazione, che contribuisce a superare un incomprensibile risvolto della versione italiana della Direttiva comunitaria sul miele, in merito all’utilizzo del termine “millefiori”, riferito a miele la cui origine proviene da più specie vegetali e che ovviamente apre all’utilizzo di denominazioni d’origine botanica non necessariamente uniche.
Siamo nel contempo ad esprimere contrarietà e insoddisfazione riguardo alle precisazioni in merito all’impossibilità dell’utilizzo di indicazioni di provenienza del tipo “miele di bosco” o simili.
Insoddisfazione e contrarietà per il metodo seguito e nel merito della decisione espressa.
Metodo che non ha visto, né richiesto, la partecipazione e nemmeno l’informazione dell’insieme degli operatori del settore.
Nel merito del contenuto della Circolare in oggetto siamo a sottolineare che:
1. la dizione “miele di bosco” o “melata di bosco”, utilizzata per indicare il miele di melata, è da tempo impiegata commercialmente, di uso consolidato e complessivamente conosciuta, apprezzata ed utilizzata dal consumatore italiano;
2. al pari della dizione “millefiori” l’indicazione “miele di bosco” costituisce ormai per i consumatori italiani ed europei una vera e propria consuetudine ed un motivo di riconoscibilità del prodotto in linea con la vigente normativa comunitaria e nazionale sull’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari.”;
3. in diversi paesi europei è consolidato l’utilizzo dei termini “miel de bois” o “wald honig” o “forest honey” per indicare appunto questo tipo di miele: il miele di melata;
4. dal punto di vista produttivo e di mercato si tratta di una risorsa interessante che trova una sua collocazione commerciale affermata e particolarmente riconosciuta, grazie all’utilizzo di questa specifica denominazione;
5. la risoluzione di per sé provoca la contraddizione di avere un prodotto italiano venduto ad esempio in Germania con la dizione “miele di bosco” e non commerciabile in Italia e viceversa, nonchè per la libera circolazione delle merci all’interno degli stati dell’Unione (e non solo), prodotti di importazione equivalenti al “miele di bosco” commercializzati in Italia con diciture quali “forest honey” e simili;
6. il MIPAF stesso nell’apposita lista elenca tali tipologie di miele tra i prodotti tipici.
Siamo quindi a rilevare l’inopportuno impatto di questa risoluzione che va ancora una volta a penalizzare un settore e una risorsa dell’agroalimentare e che non esprime una capacità di fare sistema come paese.
Tale orientamento pregiudica le potenzialità produttive e commerciali del miele italiano, sacrificando sull’altare di una presunta osservanza di norme comunitarie, tradizioni ed usi consolidati e tipici, in un paese caratterizzato tradizionalmente sia nella produzione, sia nel consumo, dalla presenza di un insieme molteplice di prodotti differenti e specifici.
Certi che sia opportunamente valutato il nostro positivo contributo, restiamo a disposizione per un eventuale confronto che includa tutti i soggetti della filiera miele e cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.
Lettera di Unaapi 20/04/2005 al Miraf sulla mancata autorizzazione della dizione “miele di bosco” (pdf 38 kb)
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