L’Europarlamento vota oggi la Risoluzione per il futuro di api e apicoltura in Europa
L’apicoltura italiana tutta ringrazia L’On. Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del PE, ringrazia l’On. lussemburghese Astrid Lulling, relatrice della Risoluzione, ringrazia tutti gli europarlamentari italiani, dei vari raggruppamenti, che hanno sostenuto la Risoluzione. Ringraziamento sentito, sia per la qualità dell’analisi e sia sopratutto per l’individuazione corretta e azzeccata delle inderogabili priorità operative.
“L’apicoltura fornisce un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, è un modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. La produzione agricola necessita del servizio d’impollinazione. Le drammatiche difficoltà e perdite che il settore vive in tutto il mondo sono causate da una sinergia di fattori: le malattie delle api, l’indebolimento del loro sistema immunitario, il cambio climatico, le modificazioni d’uso del suolo e l’aumento delle monocolture che determinano mancanza di risorse mellifere per le api, nonché l’uso di prodotti fitosanitari e tecniche agricole non sostenibili. Con il rischio che Apis mellifera divenga una specie in via di estinzione”.
Questa l’analisi contenuta nella Risoluzione oggi votata dal Parlamento, oramai con poteri decisionali d’indirizzo delle attività della Commissione Europea.
Analisi cui conseguono un insieme d’indicazioni operative alla Commissione.
Il Parlamento Europeo invita la Commissione Europea a:
- armonizzare i controlli alle frontiere, per contrastare adulterazioni e distorsioni di mercato;
- trovare efficaci cure veterinarie per il contrasto di varroa e malattie delle api;
- adeguare alla specificità di api e apicoltura la politica veterinaria e definire orientamenti comuni europei, in necessaria cooperazione con le organizzazioni degli apicoltori;
- sviluppare pratiche agricole sostenibili per la sopravvivenza degli impollinatori, quali le praterie fiorite ed evitare quindi la pratica della monocoltura in successione;
- attivare ricerca indipendente e tempestiva sugli effetti dei prodotti fitosanitari, per esempio su concia dei semi e colture geneticamente modificate;
- mantenere l’attuale sostegno all’apicoltura anche dopo il 2013;
- considerare gli effetti d’esposizione, diretti e indiretti, dei prodotti fitosanitari sull’insieme dell’ alveare, in particolare attraverso nettare, polline e acqua;
- coordinare i programmi nazionali per i requisiti di etichettatura per l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari, nonché i programmi di monitoraggio sull’ esposizione delle api ai prodotti fitosanitari.
L’augurio che ha portato ieri a Strasburgo la delegazione di dirigenti apistici italiani, insieme a quelle degli altri paesi, è che la Commissione voglia realizzare risolutamente un salto qualitativo per una diversa e specifica politica di sostegno all’apicoltura europea.
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