Parlamento Europeo: nuova forte presa di posizione per la difesa di api e apicoltura
A distanza di solo un anno dalla precedente risoluzione, dell’autunno 2010, il Parlamento Europeo, ha dedicato il 16 c.m. un ampio dibattito al declino di api e apicoltura e ha approvato la risoluzione che impegna le istituzioni comunitarie a proteggere, finalmente, gli insetti dal rischio d’estinzione.
Il Parlamento riconosce ufficialmente l’apicoltura quale ” servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico”.
La stima è che l’84% delle specie di piante e il 76% della produzione di cibo in Europa dipende dall’impollinazione. Il settore dell’apicoltura è…
fonte di reddito per più di 600mila cittadini europei.
“L’impollinazione, è un bene comune per tutta l’agricoltura europea, può essere preservata soltanto con un’azione comune di tutti gli Stati membri” ha dichiarato Csaba Sándor Tabajdi, autore della risoluzione, approvata con 534 voti a favore, 16 contrari e 92 astensioni.
La nuova risoluzione del Parlamento individua come urgenti e necessari i seguenti indirizzi:
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Una parte consistente dell’aula ha poi votato a favore di un emendamento alternativo, che non è passato, per una più netta presa di posizione sull’incauto uso agricolo di pesticidi e OGM.
La europarlamentare Michele Rivasi , della commissione Ambiente, ha dichiarato:
“ non possiamo ignorare la vera e principale causa del declino degli alveari. Gli accertamenti scientifici hanno dimostrato l’impatto mortale dell’esposizione a basse dosi di pesticidi.
La nostra azione deve essere maggiormente guidata dal principio di precauzione.
La risposta necessaria per fronteggiare la crisi delle api è smetterla con la monocoltura intensiva“.
Per Francesco Panella, apicoltore di mestiere e presidente dell’Unione Apicoltori Italiani:
“il risultato finale d’aula è di grande importanza e indirizzo, nonostante la forte pressione sui parlamentari della lobby di chimica e d’agroindustria.
E’, infatti, importante che Ue e Stati si facciano finalmente carico direttamente del declino di api e insetti.
In effetti, non appena si dà modo alla ricerca pubblica di svolgere il suo lavoro senza condizionamenti, come è accaduto in Italia con la ricerca pluriennale di Apenet, si evidenzia quanto l’uso incauto ed eccesivo della chimica faccia comodo solo a chi la vende, e come crescente diffusione della monocoltura in successione e uso di “armi” sempre più potenti generino effetti incontrollabili e impatti ambientali inaccettabili.
E’, infatti, oramai accertato scientificamente che i concianti per la “difesa” del mais sono killer d’api, mentre si è validata una volta di più quale migliore pratica di difesa fitosanitaria della coltura di mais la vecchia e incomparabilmente efficace pratica della rotazione delle colture. Ora è indifferibile rivalutare la sensatezza d’uso dei micidiali insetticidi sistemici, sempre più usati su tutte le altre colture”.
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