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Parlamento Europeo: nuova forte presa di posizione per la difesa di api e apicoltura

18 novembre 2011 inglese_18x12 spagnola_18x12

parlamento_europeoA distanza di solo un anno dalla precedente risoluzione, dell’autunno 2010, il Parlamento Europeo, ha dedicato il 16 c.m. un ampio dibattito al declino di api e apicoltura e ha approvato la risoluzione che impegna le istituzioni comunitarie a proteggere, finalmente, gli insetti dal rischio d’estinzione.

Il Parlamento riconosce ufficialmente l’apicoltura quale ” servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico”.

La stima è che l’84% delle specie di piante e il 76% della produzione di cibo in Europa dipende dall’impollinazione. Il settore dell’apicoltura è…

 

fonte di reddito per più di 600mila cittadini europei.

L’impollinazione, è un bene comune per tutta l’agricoltura europea, può essere preservata soltanto con un’azione comune di tutti gli Stati membri” ha dichiarato Csaba Sándor Tabajdi, autore della risoluzione, approvata con 534 voti a favore, 16 contrari e 92 astensioni.

La nuova risoluzione del Parlamento individua come urgenti e necessari i seguenti indirizzi:

  • -Maggiore sforzo della Ue per la ricerca di nuove cure veterinarie e maggiore flessibilità delle regole per autorizzare e rendere disponibili prodotti veterinari per l’apicoltura.
  • -Attivazione e armonizzazione di sistemi di sorveglianza nazionali con un ‘innalzamento della capacità d’iniziativa tra Stati membri, laboratori, apicoltori, agricoltori e industria.
  • Evitare l’utilizzo di antibiotici per il loro impatto sulla qualità dei prodotti apistici e i conseguenti fenomeni di resistenza agli stessi.
  • Ridurre l’impatto di agenti tossici, come i pesticidi, nell’ambiente.
  • -Istituire adeguati sistemi nazionali di sorveglianza, in stretta collaborazione con le associazioni apistiche.
  • -Svolgere ricerche obiettive sui possibili effetti negativi delle coltivazioni Ogm sulla salute delle api.
  • -Garantire che i prodotti apistici d’importazione siano ottenuti con analoghi criteri di salute a quelli utilizzati in Europa; evitare di introdurre in ambito comunitario altre malattie esotiche.

 

Una parte consistente dell’aula ha poi votato a favore di un emendamento alternativo, che non è passato, per una più netta presa di posizione sull’incauto uso agricolo di pesticidi e OGM.

La europarlamentare Michele Rivasi , della commissione Ambiente, ha dichiarato:

foto Michele Rivasinon possiamo ignorare la vera e principale  causa del declino degli alveari. Gli accertamenti scientifici hanno dimostrato l’impatto mortale dell’esposizione a basse dosi di pesticidi. 

La nostra azione deve essere maggiormente guidata dal principio di precauzione

La risposta necessaria per fronteggiare la crisi delle api è smetterla con la monocoltura intensiva“.

 

 

 

Per Francesco Panella, apicoltore di mestiere e presidente dell’Unione Apicoltori Italiani:

panella_2il risultato finale d’aula è di grande importanza e indirizzononostante la forte pressione sui parlamentari della lobby di chimica e d’agroindustria.

E’, infatti, importante che Ue e Stati si facciano finalmente carico direttamente del declino di api e insetti.

In effetti, non appena si dà modo alla ricerca pubblica di svolgere il suo lavoro senza condizionamenti, come è accaduto in Italia con la ricerca pluriennale di Apenet, si evidenzia quanto l’uso incauto ed eccesivo della chimica faccia comodo solo a chi la vende, e come crescente diffusione della monocoltura in successione e uso di “armi” sempre più potenti generino effetti incontrollabili e impatti ambientali inaccettabili.

E’, infatti, oramai accertato scientificamente che i concianti per la “difesa” del mais sono killer d’api, mentre si è validata una volta di più quale migliore pratica di difesa fitosanitaria della coltura di mais la vecchia e incomparabilmente efficace pratica della rotazione delle colture. Ora è indifferibile rivalutare la sensatezza d’uso dei micidiali insetticidi sistemici, sempre più usati su tutte le altre colture”. 

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