5 novembre 2018
La trasmissione Mi manda Raitre è tornata a parlare di miele e frodi alimentari nella trasmissione del 2 novembre 2018 e registriamo purtroppo come, ancora una volta, il Servizio Pubblico manchi di informare correttamente le proprie telespettatrici e telespettatori.
Dopo una prima parte del servizio in cui è intervenuto Giuseppe Cefalo presidente Unaapi – ben spiegando i motivi del calo della produzione italiana per via dei cambiamenti climatici, le differenti qualità di mieli presenti nel nostro territorio e gli usi che se ne possono fare – si è passati a parlare di miele e sofisticazione alimentare con Maria Caramelli dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte e Valle D’Aosta. A questo punto della trasmissione si è fatto di nuovo intervenire, come lo scorso anno, Luciano Atzori, dottore biologo che si occupa di sicurezza alimentare, che ha dispensato bizzarri test fai da te ai consumatori, come l’uso della carta assorbente per scoprire un improbabile
alone di finto miele.
Già lo scorso anno il dottor Atzori aveva chiuso una analoga trasmissione di Mi Manda Raitre con alcuni consigli alle “massaie” per riconoscere il miele, metodi senza nessuna evidenza scientifica.
Dopo una prima parte del servizio in cui è intervenuto Giuseppe Cefalo presidente Unaapi – ben spiegando i motivi del calo della produzione italiana per via dei cambiamenti climatici, le differenti qualità di mieli presenti nel nostro territorio e gli usi che se ne possono fare – si è passati a parlare di miele e sofisticazione alimentare con Maria Caramelli dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte e Valle D’Aosta. A questo punto della trasmissione si è fatto di nuovo intervenire, come lo scorso anno, Luciano Atzori, dottore biologo che si occupa di sicurezza alimentare, che ha dispensato bizzarri test fai da te ai consumatori, come l’uso della carta assorbente per scoprire un improbabile
alone di finto miele.
Già lo scorso anno il dottor Atzori aveva chiuso una analoga trasmissione di Mi Manda Raitre con alcuni consigli alle “massaie” per riconoscere il miele, metodi senza nessuna evidenza scientifica.
Il dottor Atzori ha inoltre affermato che il miele prodotto da apicoltori hobbisti può essere paragonato al miele biologico ed è migliore di quello prodotto dall’apicoltura professionale, sottintendendo l’esistenza di un miele di categoria A (prodotto con pochi alveari, quindi con api “poco stressate” e quindi “più buono”, secondo Atzori) e di un miele di categoria B (prodotto da apicoltori professionisti). Quanto detto non ha alcun fondamento, in primo luogo perché l’apicoltura biologica deve sottostare a una rigida normativa che prevede controlli annuali e la certificazione di un ente accreditato, mentre invece gli apicoltori hobbisti non sono soggetti a controlli ma solo ad
autocertificazione; inoltre, molto spesso sono proprio gli apicoltori professionisti a conoscere e ad applicare le migliori tecniche per evitare stress alle api.
Come Ami – Associazione Ambasciatrici e Ambasciatori dei Mieli, iscritte e iscritti all’Albo Nazionale delle Esperte ed Esperti in Analisi Sensoriale del Miele ed apicoltrici e apicoltori aderenti a Unaapi – Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani torniamo a lamentare la superficialità e leggerezza con cui si è trattato l’argomento, chiediamo una rettifica e torniamo ad affermare con competenza e passione che l’unico modo per garantire il diritto ad un cibo sano è salvaguardare l’ambiente, le api produttrici di miele e dare sempre delle corrette informazioni.
autocertificazione; inoltre, molto spesso sono proprio gli apicoltori professionisti a conoscere e ad applicare le migliori tecniche per evitare stress alle api.
Come Ami – Associazione Ambasciatrici e Ambasciatori dei Mieli, iscritte e iscritti all’Albo Nazionale delle Esperte ed Esperti in Analisi Sensoriale del Miele ed apicoltrici e apicoltori aderenti a Unaapi – Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani torniamo a lamentare la superficialità e leggerezza con cui si è trattato l’argomento, chiediamo una rettifica e torniamo ad affermare con competenza e passione che l’unico modo per garantire il diritto ad un cibo sano è salvaguardare l’ambiente, le api produttrici di miele e dare sempre delle corrette informazioni.
Barbara Romagnoli per Ami – Associazione Ambasciatrici e Ambasciatori dei Mieli
Giuseppe Cefalo, presidente Unaapi
Giuseppe Cefalo, presidente Unaapi
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