Accordo UE-Mercosur: preoccupazioni per il settore del miele
Il 9 dicembre 2024 è stato siglato l’accordo commerciale tra l’UE e i paesi del Mercosur, blocco economico dell’America meridionale che comprende Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Cile, Perù, Colombia, Ecuador.
L’accordo mira a rafforzare i reciproci legami commerciali riducendo o eliminando i dazi su importazioni ed esportazioni. Questo significa che diversi prodotti agricoli, tra cui il miele, provenienti dai paesi del blocco Mercosur, potranno essere nettamente competitivi sul mercato europeo.
Una competitività rafforzata dalle condizioni climatiche favorevoli per la produzione agricola in America latina, da costi del lavoro contenuti e da regolamentazioni produttive sugli alimenti meno stringenti.
Implicazioni per il miele europeo
Si configura una situazione ad alto rischio di concorrenza sleale per i produttori apistici europei che faticheranno nel raggiungere la medesima competitività dei paesi d’oltreoceano, rispettando gli accurati standard produttivi definiti in Europa.
In termini numerici è stata concordata l’estensione della quota di esportazione del miele per i paesi del Mercosur fino a 45.000 tonnellate, da raggiungere in sei anni.
Ne deriva che la concorrenza di miele proveniente da paesi con standard meno rigorosi potrebbe agevolmente distogliere il consumatore europeo dall’acquisto del miele prodotto in UE, e non permettere un concreto sbocco di mercato del miele europeo nei paesi del Mercosur.
La crescita dei livelli di importazione di miele rende, inoltre, ancor più inderogabile il rafforzamento delle misure di controllo sulla qualità dei mieli in entrata.
Reazione del settore agricolo
Il miele e i prodotti apistici non sono i soli ad essere minacciati dall’accordo, per questo il COPA COGECA ha prontamente attivato una flash action a Bruxelles sottolineando la concorrenza sleale per i produttori agricoli dell’UE.
Oltre alle preoccupazioni legate alla concorrenza sul prezzo, l’accordo UE-Mercosur mette in luce la contraddizione nell’agevolare l’importazione di prodotti, ad uso alimentare, provenienti da paesi lontani dagli standard di sostenibilità europei.
La possibilità per i paesi dell’America meridionale di utilizzare pesticidi non autorizzati in Europa porterebbe all’ingresso di prodotti rischiosi per il consumatore in termini di sicurezza alimentare, oltre che porsi in forte contraddizione rispetto al percorso che l’Europa sta affrontando per diminuirli.
Fonti:
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_6244
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