Poshbee: gli argomenti del meeting finale a Roma
Questa una sintesi delle diverse attività in cui è articolato il progetto POSHBEE, che vede Unaapi fra i partner, che sono state esposte al meeting svoltosi a Roma il 22 e 23 marzo scorso.
WP1: è stata istituita una rete paneuropea di siti sul campo comprendente un totale di 128 siti, con colonie sentinella di api mellifere, bombi e osmie. Nel complesso, i risultati consolidano l’importanza di preservare gli habitat non coltivati e le risorse floreali nei paesaggi agricoli, in particolare in quelli contenenti colture a fioritura massiccia. Vedi qui.
WP2: sono stati presentati sensori APISH facili da usare per rilevare efficacemente bassi livelli di diversi pesticidi. Con quest’attività sono stati dimostrati gli effetti cumulativi, dovuti alla presenza di molteplici fattori di stress, sulle prestazioni di Apis mellifera, Bombus terrestris e Osmia bicornis. Inoltre, nel WP2 sono stati analizzati 320 campioni di pane d’api e scoperto che il 98% conteneva residui di pesticidi (vedi qui).
WP3: sono stati presentati i risultati con indicazioni per migliorare le normative sui pesticidi e la valutazione del rischio. Sono state rilevate grandi variazioni nei tassi di degradazione e nella sensibilità tra bombi, api solitarie e api mellifere e tra caste e sessi diversi (vedi qui). Inoltre, con il lavoro del WP3 viene consigliato che i test, relativi alle autorizzazioni riguardanti i pesticidi, dovrebbero affrontare un’ampia gamma di concentrazioni, in particolare quelle basse, per informare pienamente la valutazione del rischio dei pesticidi (maggiori informazioni qui e qui).
WP4: quest’attività mirava a sviluppare test per la valutazione del rischio su due specie rappresentative di api selvatiche che nidificano a terra: Anthophora plumipes e Colletes hederae. Hanno eseguito per la prima volta un esperimento controllato su A. plumipes testando l’esposizione agli agrochimici attraverso il suolo. E’ stato inoltre presentato un nuovo protocollo di esposizione adattato per le api selvatiche che rivela una diversa sensibilità al sulfoxaflor nelle specie di api selvatiche europee. Sono in preparazione alcuni articoli sull’argomento.
WP5: sono stati presentati i risultati sull’importanza delle diverse risorse floreali per lo sviluppo delle api e la bassa esposizione ai pesticidi. In particolare sono stati evidenziati :
a) esigenze nutrizionali diverse tra le diverse specie di api;
b) l’influenza della qualità del polline sulla capacità delle api mellifere di metabolizzare i pesticidi e resistere ai loro effetti dannosi;
c) la riduzione del volume della soluzione zuccherina ingerita dalle osmie dopo l’esposizione al sulfoxaflor.
Maggiori informazioni su questi risultati qui e qui.
WP6: lo studio ha rilevato che l’interazione tra prodotti agrochimici e patogeni delle api è individuale (negativa, positiva, additiva o sinergica) e dipende in modo specifico dalle sostanze chimiche, dai patogeni e delle specie di api. Sulfoxaflor ha aumentato la mortalità delle api mellifere e la riproduzione di Varroa destructor. Azoxystrobin in combinazione con Peste Americana ha aumentato la mortalità delle larve delle api mellifere. L’interazione Sulfoxaflor–Nosema ceranae ha alterato la fisiologia e la mortalità nelle api mellifere. L’esposizione dei bombi al glifosato e alla Crithidia bombi non ha avuto un impatto significativo.
Né Crithidia mellificae e flupyradifurone su Osmia bicornis. Maggiori informazioni sui loro risultati qui, e una serie di pubblicazioni è in preparazione.
WP7: sono stati presentati i risultati delle sperimentazioni in semi-campo e sul campo. I pesticidi Closer e Amistar non hanno mostrato impatti importanti su O. bicornis e A. mellifera, ma hanno avuto impatti negativi su B.t errestris. Sivanto e lo stress nutrizionale hanno avuto impatti negativi sinergici su O. bicornis.
Sono stati anche presentati gli effetti dell’Amistar e dell’identità delle specie vegetali sui servizi di foraggiamento e impollinazione dei bombi. Per i risultati vedi qui.
WP8: lo staff di ricercatori ha condiviso la loro concettualizzazione della salute delle api come un insieme gerarchico di livelli omeostatici interdipendenti, che proteggono le api; al loro interno, sono presenti diverse proprietà principali fondamentali per la salute delle api; per ogni proprietà,sono fissati indicatori chiave per misurare il suo stato di salute in qualsiasi momento. I ricercatori hanno anche presentato il nuovo modello Bombus, fondato sulla biologia dei bombi, che consente una comprensione più profonda dei bombi e degli insetti sociali in generale, nonché una valutazione del rischio su scala paesaggistica per la salute delle api. Sono in preparazione alcuni articoli sull’argomento.
WP9; nell’ambito di quest’attività sono stati presentati:
a) un test dell’emolinfa per seguire l’impatto dei fattori di stress attraverso il tracciamento
dell’impronta genetica;
b) il tracciamento proteomico bottom-up per decifrare percorsi fisiologici dell’emolinfa;
c) spettrometria di massa di imaging MALDI per scansionare le molecole all’interno degli organi.
Per i loro risultati vedi qui, qui e qui.
WP10: è stato presentato il lavoro di sintesi e divulgazione delle attività per renderle in modo accessibile e consentire quindi un efficace scambio di conoscenze e incidere sui risultati. A breve una loro pubblicazione con il panorama dell’insieme dei problemi che interessano gli impollinatori nei sistemi agricoli.
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